2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

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A Natale puoi #2

Altra sfornata, altri dolci pacchetti regalo.

chocolate chip cookies

1 cup di burro
1 cup di zucchero
2 uova
2 cucchiai di lievito per dolci
1 cup di farina
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di bicarbonato
200 gr. di scaglie di cioccolato
210 gr. di fiocchi di avena (tostati e sbriciolati)

Cuocere a 200° per 20 minuti


N.B.: una cup corrisponde a circa 220 gr.

Ciao

Non capisco quella linea sottile che è stata superata.
Non capisco quello che ha fatto sì che ieri ti salutavo e tu un’ora dopo non c’eri più.Image Hosted by ImageShack.us

Ciao Iaia

 

Che sia dolce, sereno e ricco di amore…

La foto nonèmmia, ma di mio fratello, che noi ci chiamiamo amorevolmente a vicenda Pinchly/Pinch. L’amore peloso ritratto è il nostro micione Miele.

A Natale puoi…

Il 21 è andato e siamo ancora tutti vivi… avevate qualche dubbio a riguardo?
Oltre ad essere sopravvissuta, io sono pure riuscita a sfornare tonnellate di biscotti, impacchettarli e  consegnarli a scuola ieri mattina.
Per la realizzazione di tutto ciò, ho pasticciata in cucina fino a notte fonda, ma ne è decisamente valsa la pena.
I miei bimbi” hanno apprezzato e ringraziato e anche gli insegnanti si sono mostrati felici.
Ho preparato dei pannosi e fragranti abbracci, riusciti solo per miracolo… Presa dalla fretta, ho seguito male la ricetta invertendo alcune dosi. Quando me ne sono accorta alle ore ventritré circa, consapevole di non aver più uova per rimediare, ho tremato di puro terrore fino al momento della prima sfornata.
Il capitolo regali si è concluso stamattina, dopo due giornate di giri convulsi in millemila negozi diversi e con la banda magnetica del bancomat usurata e fumante.
Ce l’ho fatta!  – Sospiro di sollievo –

Per chi avesse voglia di pasticciare in questi giorni di festa, ecco la ricetta dei biscotti e mi raccomando non invertite le dosi degli ingredienti!

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Il 21 si avvicina e il Natale è alle porte!

Il 21 si avvicina e sarà la fine!
Non saranno i maya a distruggermi no, loro sono morti e sepolti poracci.
Venerdì 21 per me sarà il delirio.
Oltre ai vorticosi giri che dovrò fare per lavoro,  alle ore libere quasi assenti durante ogni giornata, alla casa che forse non è più posseduta (ma non voglio dirlo troppo forte), oltre allo yogurt… Si, si ho scritto yogurt è proprio così. Io per riempirmi quei dieci minuti liberi che ho al giorno ho iniziato a fare lo yogurt quotidianamente. Forse inzio a pentirmi di aver accolto nella mia casa già infestata le bestie come le chiama Lui, ovvero dei fermenti lattici non vivi, vivissimi. Insomma dicevo… oltre a gestire la mia normale giornaliera baraonda inzierò, accredito di stipendio permettendo, la mia personalissima grande corsa ai regali di Natale. Non ho idea di cosa regalare, ma soprattutto ciò che mi spaventa di più sono gli scaffali vuoti. OdddioooNonCiVoglioPensare!
Già sento il senso di vertigine che mi assale, ma non paga del tanto sbattimento che mi aspetta, ho deciso che quest’anno i pensierini che di solito faccio a chi per varie ragioni incontro ogni giorno, saranno sostituiti da dolci pacchettini. Dolci, proprio così.
Biscottosi per la precisione. Non i soliti fatti con le formine natalizie e decorati con glassa, che io tutto sto tempo per fare ghirigori non ce l’ho!
Sono molto combattuta. Non so se sfornare 2 tonnellate di cookies chips, tanto buoni e perfetti per il Natale (nei film tutti i bimbi non lasciano a Santa Claus proprio quelli insieme ad un bicchiere di latte?) o se sfornare altrettante tonnellate di abbracci, pannosamente friabili, più composti ed eleganti.
Si accettano consigli!

ma lasciala andare come va come deve andare

La nostra casetta si sta autodistruggendo.
C’è un infiltrazione, causata da non si sa cosa che fa si che sui nostri fornelli, tramite la cappa, piova acqua a secchiate. Sono venuti a fare i lavori un paio di volte e il risultato è stato che mercoledì scorso sono rientrata a casa e ho trovato un particolare scintillio natalizio: stava andando tutto  in corto circuito. La luce sopra i fornelli si accendeva da sola e c’era un inquietante zZzZzZ di sottofondo. E dire che quella doveva essere la mia sera di singletudine beata che dovevo trascorrere smangiucchiando  patatine, sfornando di biscotti e rilassandomi con un bel gommage…ma questa è un’altra storia.
Santo subito il mio babbo che mi ha salvata, staccando i fili di quelli che erano ormai interruttori fumanti e quasi bruciati.
Oggi poi è sorto un nuovo guasto: dallo sciacquone non esce acqua.
Così, improvvisamente.
A parte la rottura inevitabile del vivere in tale tugurio mi viene tanto da dire: -“Ma sìì, chi se ne frega… Che andasse tutto alla malora, tanto non è casa nostra!”
Sarò scema, ma da quando due settimane fa, ho ripreso una vita “normale” me ne frego continuamente di tutto e non è un modo di prendere le cose con filosofia, è pigrizia.
Non ho voglia di arrabbiarmi, non ho voglia di sobbarcarmi impegni o responsabilità che farebbero di me una super, non ho voglia di spacciarmi a tutti costi come quella unica ed insostituibile come era mio solito fare.
Ho riacquistato la misura umana di me e mi ci cullo.
Intanto fra un guasto e l’altro la nostra minuscola e sgarrupata casetta ha preso le vesti natalizie. Mancano solo i regali sotto l’albero…
Quest’anno per la prima volta in vita mia mi riduco non all’ultimo, ma all’ultimissimo.
Nel week end mi aspetta un tour de force allucinante.
Che la forza sia con me!