Whatever will be, will be…


Sin da quando il mio cervellino ha iniziato a macinare dubbi esistenziali, ho sempre cercato delle piccole convinzioni per risolvere la faccenda in modo rapido ed indolore. Dei piccoli mantra da ripetermi in
maniera ossessiva nelle giornate in cui a forza di macinare, le rotelle del mio cervello si surriscaldavano.
Uno di questi è sempre stato: “…tanto prima o poi tutti trovano la propria strada“, insomma una frase per tranquillizzarmi e convincermi che il meglio deve ancora venire (cit.) .
Questa idea, diventata a volte una piccola boa a cui aggrapparsi, la vedo sbriciolare sotto le mie mani.Ha perso il suo potere rassicurante e ha aperto nuovi dilemmi.
L’aria che tira di certo non aiuta: la crisi, il lavoro che c’è e il giorno dopo non c’è più, i prezzi di qualsiasi cosa che si alzano continuamente… Sicurezza è una parola che rischia di essere catalogata fra quelle definite desuete.
A questo punto quale strada ci dovrebbe essere? Non è che negli anni passati c’è chi ne ha arraffate più di una, lasciandoci di fronte ad un bivio con scelta obbligata?
Ma sopratutto: se io non volendo, avessi già imboccato la mia? Se già avessi superato quel momento di svolta con cui ha inizio ogni percorso, senza accorgermene?
Se io desiderassi altro o qualcosina di più?

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2 thoughts on “Whatever will be, will be…

  1. E’ vero, prima o poi tutti trovano la propria strada.
    Ma questa non è una sentenza definitiva.
    Se, mentre cammini su quella strada, cominci a pensare di volere qualcosa di diverso, allora forse non è la strada giusta.
    O meglio, lo era. Ma fino a quel momento.
    Magari esistono tante strade, adatte a noi per quel particolare lasso di tempo della nostra vita. E non sto dicendo che sia facile accorgersi che quella non è più la strada giusta.
    Né che lo sia cominciare a cercarne un’altra e avere il coraggio di intraprenderla.
    Però fa bene ricordarsi che questa possibilità esiste. Qualcosa puoi sempre fare.
    E non per forza cambiare totalmente la strada…anche solo scoprire, all’interno di quello stesso sentiero, una via piccola e nascosta.
    Una diramazione quasi invisibile che non pensavi esistesse.

  2. Una volta avevo elaborato un pensiero su questo…un po’ a prescindere dalla situazioni che non dipendono da noi,come la crisi globale,per la quale spero…ci sia una soluzione.Per quanto riguarda il nostro piccolo,dovremo sfruttare l’insoddisfazione come trampolino di lancio.Quando sentiamo che vorremmo qualcosa di più,dovremmo assecondarci,semplicemente perchè siamo pronti ad andare avanti,al cambiamento…quindi l’insoddisfazione non è scontento,semplicemente necessità di evolversi ancora un pochino.A volte mi sento in una rotatoria,di quelle con sei sette uscite…giro in tondo e non so esattamente dove andare.Confido sempre sull’istinto naturale.E il mantra,piccolo o grande,personale o condiviso,credimi…è un buon sistama.Un abbraccio 🙂

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