La Primavera non bussa, lei entra sicura…


Le giornate più lunghe, il sole più caldo.
L’aria frizzantina, il cielo rosso prima di sera.
Fame di sole e spiagge che si affollano.
La primavera. Le aspettative che porta con sè, il suo traghettarci verso la regina delle stagioni: l’estate.
Passare di colpo dal piumone alle maniche corte ti scuote, ti sveglia e non lo fa solo a te. Ed eccola, eccola lì, lei. L’ansia. La mia perfida compagna di merende che fa capolino.
Impegni da incastrare, appuntamenti da prendere e da rimandare, pagamenti, programmi da fare e tecniche di sopravvivenza da organizzare strategicamente per sfangare anche questa estate, che al momento è un grande, gigantesco e minaccioso punto interrogativo.
E’ inquietudine che scorre per le vene, le mie.
Intanto il sole splende, i prati sono verdi ed in fiore, l’aria si fa tiepida e ogni tanto riesco a prendere fiato.

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Riassunto delle precedenti puntate

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new season

Ho provato e riprovato a scrivere in questo mese. A causa della mancanza di ispirazione e di tempo non c’è stato proprio verso.
Marzo è stato un mese denso di incontri, impegni, decisioni, nuove spese, aspettative e notti popolate di strani sogni.
Così, mentre le giornate si allungavano e i fiori cominciavano a sbocciare, riprendevo la fisioterapia con la solita fisioterapista fancazzista di qualche mese fa, giravo per le concessionarie in cerca di preventivi accattivanti che mi convincessero a prendere un finanziamento e mettermi in testa una bella spada di damocle.
Ho rivisto amiche ex-compagne di liceo. Ci siamo trovate a riflettere sul fatto che dal diploma, son passati la bellezza di 10 anni. Abbiamo notato che fino ad ora tutte e tre condividiamo la stessa condizione lavorativa e che potremmo “serenamente” dire, ad un passo dai 30, di non aver concluso un beeep!
È stato entusismante conversare con chi vive ancora nell’ovatta di mammà e papà, non sa a quanto ammonta all’incirca un bollo e una rca auto, ma ha tanti problemi…  primo fra tutti forse, quello di farmi capire che reputa il mio investimento una follia. Tu guarda che impunita?! Io ho contribuito a far girare l’economia! Dovreste dirmi tutti grazie quando mi incontrate per strada come facevano in una vecchia pubblicità!
Che poi non è mica una passeggiata. L’acquisto di un’automobile porta con sè un grosso lavoro che non consiste solo nel sostenere rate da qui al duemiladiciotto, ma anche e sopratutto la gestione delle mie ansie, incontenibili nel loro sgattaiolare notturno.
Per non farmi mancare nulla poi, mi sono impantanata nella “sindrome da slidind doors”; credo sia propio per questo che, interprentando la sicura e piena di sè che non sono, ho iniziato a sognare gli “e se…?” della mia vita.