Cinquanta sfumature di stanchezza

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La mia estate è differente.
Da un anno a questa parte è un brutto sogno da cui ti vorresti svegliare.
Sbarcare il lunario o almeno provarci, comporta arrangiarsi a fare due lavori: uno ufficiale l’altro meno, uno pagato male e l’altro peggio.
Sfangare quest’estate richiede di incastrare orari e richieste diverse, annullare  le proprie esigenze, porta a scappare senza sosta da una parte all’altra.
Il lavoro sembra non finire mai. Arrivata a fine giornata fai l’ultimo dei giri per la spesa, torni a casa speri che sia finalmente giunta l’ora di stravaccarti un pò e invece è già il momento di inventarsi la cena.
La mia stanchezza, a solo tre settimane dall’inizio di tutto questo è totale.

Cinquanta sfumature di stanchezza… sintetizzabili in un unico, semplice “Che coglioni”.

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Lo senti il rumore del cuore?

La vita di tutti i giorni alza un polverone tale che i margini delle cose sfumano, si fondono e  confondono. Le giornate si consumano fra il pensiero di dover fare questo o quello. La casa che è da pulire, il lavoro che non soddisfa e le frustrazioni con cui ci fa rincasare,  il lavoro che c’è e poi non c’è più,  la lavatrice da stendere ma porca! mi sono dimenticata di farla partire, le ferie, quali ferie?!, stasera cosa cucino?, fammi dormire che domani mi devo alzare presto,…
Spesso non è chiaro a che gioco stiamo giocando, quali regole ci siamo dati. Spesso ci fossilizziamo in ruoli che ci appartengono, ma non siamo solo quello.
Spesso forse non ce la mettiamo nemmeno tutta per farci capire, per farci riconoscere, per ricordarci di noi, di dove siamo e perchè siamo arrivati qui.
…all’ennesimo litigio poi, un’illuminazione ti riporta tutto alla mente.
Ritrovi quelle sensazioni che sanno di noi, quelle che ti donano una tranquillità irreale, quelle da cui avevi perso il contatto e non riesci a capire come sia potuto accadere.
Ritrovi il senso.
Il senso immenso di me e te insieme,
che lottiamo ogni giorno,
come possiamo,
per noi.

la luna non aspetta… e io stasera me la sono persa

Ho bisogno di vivere e condividere.
Di fare cose e vedere gente e sentirmi soddisfatta, appagata.
Ho bisogno di non avere paura, di non avere la necessità di difendermi. Di smettere di contare le perdite, le cose che avrei voluto fare e non ho fatto, le cose che sarebbero potute essere… Di smettere di vedere negli altri quello che sarei potuta essere.
Ho bisogno di smettere di aggrapparmi ai ricordi.
Ho bisogno di equilibrio e stabilità in questo mondo sbilenco.
Ho bisogno di quel coraggio che ti fa smettere di aspettare quello che non sarà.
Ho bisogno di vincere anche io ogni tanto.
Ho bisogno di vivere, di farlo davvero. Anche solo per un poco.

quell’insensata voglia di equilibrio

Ci siamo!
Il sole è tornato.
Le spiaggie iniziano ad affollarsi.
La scuola è finita…
E’ arrivata. L’estate è già qui.

Svariati mojito homemade, due mezze giornate di mare, una leggerissima abbronzatura sulla pelle, concerti e belle manifestazioni in arrivo…
Fosse che non dovessi arrancare per conciliare orari e impegni  per arrivare in maniera dignitosa a fine stagione, potrei dire di essere felice.
Fosse che tutto questo cercare di arrangiarmi non mi creasse un mare di grovigli in testa, potrei dire che finalmente è arrivata la mia amata stagione.
… ma forse l’estate come il giorno del proprio compleanno, come il natale… : una volta diventati “grandi” perde il suo vecchio lieve, magico sapore.