Cattiveria cercasi

Arriva primavera e comincia il down, altro che risveglio o rinascita.Scema l’entusiasmo, le sicurezze e la voglia di fare…ormai e’ un classico. Si smorza la forza, la sicurezza con cui vivo le giornate. E così allo specchio non riesco a vedere altro che un mostriciattolo informe, millemila dubbi sul cosa fare, come farlo e soprattutto l’avrò fatto bene?
Suscettibile. La suscettibilità fatta a persona.
Ogni tanto mi tengo per le briglie. Mi vedo vivere, come fossi fuori da me e cerco di raddrizzare il tiro.
Testa e pancia, pancia e testa in continua lotta. fragile. mi scalfisco facilmente e tutto quello che di me è problema diventa chiaro e netto.
Vivo cercando di evitare gli scontri, faccio di tutto per essere vista di buon occhio e lontana da qualsiasi tipo di accusa. Non voglio dover essere stronza, io non sono stronza. La parte della cattiva non l’ho mai saputa fare. Non so essere scorretta, almeno non intenzionalmente, ma non per tutti e così e allora arriva un punto in cui evitare di essere calpestata richiede di tirare fuori gli artigli, mettere paletti… e a me fa male. Mi fa sentire cattiva e mi appiccica addosso una brutta sensazione di sbagliato.
Anche incontrare una stronza come te, che un tempo mi cercavi e mi invitavi a casa tua… quasi inciampi su di me e all’improvviso cambi espressione, non sai da che parte guardare e vivi i tre secondi che ci incrociamo, come i piu’ penosi della tua vita, anche tu bandieruola al vento che non seo altro, anche tu mi fai male. La testa lo sa che la stronza sei te, ma la pancia vuole per forza trovare una colpa mia.