il corpo ci parla… ?!

Sono stata toccata da tutti germi, bacilli e virus all’ultima moda della stagione, non me ne sono persa uno!

L’ultimo contagio è stato il migliore: il virus grastrointestinale, il virus che in tutte le sue molteplici mutazioni, mi vede da lontano e non sa mai  resistermi.
Il fascino che esercito io sul quel virus malefico è qualcosa di eccezionale! Il suo grande amore per le mie budella deve essere sbocciato l’anno in cui ho lavorato in un asilo nido, un lazzaretto camuffato da luogo accogliente e confettato per nanetti.

…e ora il mio stomaco già in protesta con me nei mesi precedenti, non ne vuol saper di trovare pace e allora dieta che manco al ricovero, gastroscopia e visite varie prenotate.
Esagerate voglie di mangiare qualsiasi cosa di più allegro, condito e colorato, nervosismo a fior di pelle per la forzata astenzione dai cibi degni di tale nome, invidia infinita di fronte ai tre etti di pasta più che conditi  che Lui si sbafa davanti a me, pensieri ossessivi sul cibo che si mescolano ad un altro pensiero: non è che dietro a tutta questa produzione di succhi gastrici, c’è il recondito desiderio di digerirmi?
No, perchè  se così fosse caro stomaco mio, ti sei imbarcato in un’impresa moolto più grande di te!

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niente succede per caso #2

Non si salva nessuno tra famigliari, compagni e amici: é una gara a chi ferisce di più, a chi lascia le delusioni più scottanti, una gara a chi mostra più indifferenza.
Una storia che si perpetua nel tempo senza eccezioni.

…e io non so far altro che darmi colpe o comunque attribuirmi responsabilità, che  tanto poi alla fine  si parla sempre della stessa cosa, invece che dirmi di aver proprio sempre a che fare con persone dimmerda.

Sono una malata di vittimismo  destinata all’estinzione, come dice qualcuno

niente succede per caso

Niente succede per caso.
C’é sempre granello di responsabilità, un bisogno malato che soddisfiamo in modo perverso, una visione non esatta, una convinzione sbagliata, una distorsione della realtà…

E ti trovi lì. Infangato fino alle ginocchia. Intrappolato nel nero vischioso delle tue delusioni. Colpito dal chiarore accecante delle disillusioni, sorpreso dal freddo gelido della realtà che spazza via il dolce tepore del mondo dai colori pastello che volevi vivere o che forse desiravi così forte, da convincerti che esistesse veramente.

Raccogliere i cocci per l’ennesima volta?
Buttare tutto nel secchio?
..e l’amor proprio dov’è?
Chi mai può proteggerci se non siamo prima di tutto noi a farlo?

Vorrei essere come l’araba fenice, capace di rinascere bella e vigorosa dalle proprie ceneri.
Ogni volta invece, sento che perdo un pezzo di me,un pezzo che mani grossolane ed egoiste strappano via e calpestano crudelmente.
E in tutto questo il dolore più grande non arriva dalla ferocia di gesti e parole, ma dal fatto che io permetta tutto ciò.

…m’hai provocato e io ti distruggo!

Troppo stress, troppe ore di lavoro, poche di sonno, tanti impegni, sempre di corsa?!

Il mio corpo dice NO!
Tollera al massimo una settimana e poi m’accoppa con la malattia del momento.

Ho esagerato é vero, ma avrei rallentato questa settimana, giuro!

Niente da fare, lui non perdona…
La punizione?! Un giro sulla giostra  del  virus svuota tutto, con graziose complicazioni che mi porteranno a varcare il reparto di gastroenterologia.

Povera me!

tecniche di sopravvivenza

Tutto sta nell’affilare le tecniche necessarie. Al momento mi specializzo nel far credere a chi vuole così che io facia esattamente quello che lui vuole. IL lavoro é una palestra di allenamento all’avanguardia: Lavoro con una stronza con manie di controllo sul mondo e con lei si vive solo se  si dimostra totale osservanza alle sue decisioni. Dopo mesi di duro lavoro non mi ci incazzo più ho imparato a fare come voglio ma le lascio credere che sia lei a decidere. É una capacità preziosa difficile da maneggiare però perché quella voglia si dire :” Io faccio come cazzo di pare, vaffanculo!”  resta sempre ed é arduo censurarsi

sete di sapere

Le stelle marine sanno rigenerarsi così come i lombrichi…
C’è un procedimento lunghissimo e quasi impossibile da memorizzare per estrarre la radice quadrata di un numero senza tavole numeriche o calcolatrice.
I primi ad approdare in america furono i vichinghi, che già nel X secolo si spinsero fino alle coste nord-orientali dell’America del Nord…
Fra i numeri primi, vi sono dei numeri primi definiti gemelli. Questi differiscono fra loro di due, come ad esempio 5 e 7, 11 e 13. Il problema dell’esistenza o meno di infiniti numeri primi gemelli è da tanti anni uno dei più grandi problemi aperti della teoria dei numeri, che prende il nome di congettura dei numeri primi gemelli…

24 ore non sono sufficienti per avere il tempo necessario per dedicarsi a tutte  le curiosità, interessi, stranezze… a tutta la voglia di conoscere che uno ha.
Credo che a me non basterà una vita intera.