Fai un figlio e non sarai mai solo

…non perché la vostra adorabile creatura paleserà la sua presenza nei momenti meno opportuni, nè perché non sarete più in grado di fare qualcosa in santa pace.
Non sarete più soli perché   non faranno altro che volersi intrufolare e prendere posto nel vostro idillio, nel vostro tanto desiderato sogno fattosi realtà.
Lo faranno sempre e comunque, gettandosi a capofitto nell’impresa come fosse il più eccitante e soddisfacente degli sport estremi, lo faranno senza chiedersi se sia il caso o meno, se creeranno disturbo, se sia il momento giusto oppure no, senza pensare se questi loro gesti avventati li porteranno ad essere odiati per sempre o se voi genitori ne abbiate più  o meno piacere… Oh è una una missione questa! Una questione di principio, un goal da portare a casa, una cosa che s’ha da fare!
La pupa “nuova di pacca” è patrimonio dell’umanità e in quanto tale va mostrata, esposta al pubblico, condivisa in tutto e per tutto e voi cari i miei genitori, inutili esseri di contorno, ma che fate lì in mezzo?! Scanzatevi un pò!

procedere senza avanzare

Arrivi e partenze, spostamenti, perdite, gioie, cambiamenti, novità. C’è di tutto intorno a me, che guardo, sento, ascolto, percepisco, vedo vivere…una spettatrice perfetta io.
La casetta bella e spazionsa tanto desiderata ha lasciato spazio ad un magazzino. Invasione non prevista, non voluta, dettata da fatti che non si augurerebbero …ma sempre invasione.
L’estate si avvicina e apre la solita enorme ignognita lavorativa che può solo essere affrontata con inerzia, procedendo fino al margine della voragine…

Ci vorrebbero progetti, voglia di fare, cose da organizzare, date da fissare e tanta gioia di vivere che si nasconde davvero bene  nel quotidiano in cui c’è il lavoro, la cena da prepare, i piatti da lavare, lo stendino da liberare, ….

Uno sprizzo, una scintilla, un piccolo brio.
Basterebbe poco.

il corpo ci parla… ?!

Sono stata toccata da tutti germi, bacilli e virus all’ultima moda della stagione, non me ne sono persa uno!

L’ultimo contagio è stato il migliore: il virus grastrointestinale, il virus che in tutte le sue molteplici mutazioni, mi vede da lontano e non sa mai  resistermi.
Il fascino che esercito io sul quel virus malefico è qualcosa di eccezionale! Il suo grande amore per le mie budella deve essere sbocciato l’anno in cui ho lavorato in un asilo nido, un lazzaretto camuffato da luogo accogliente e confettato per nanetti.

…e ora il mio stomaco già in protesta con me nei mesi precedenti, non ne vuol saper di trovare pace e allora dieta che manco al ricovero, gastroscopia e visite varie prenotate.
Esagerate voglie di mangiare qualsiasi cosa di più allegro, condito e colorato, nervosismo a fior di pelle per la forzata astenzione dai cibi degni di tale nome, invidia infinita di fronte ai tre etti di pasta più che conditi  che Lui si sbafa davanti a me, pensieri ossessivi sul cibo che si mescolano ad un altro pensiero: non è che dietro a tutta questa produzione di succhi gastrici, c’è il recondito desiderio di digerirmi?
No, perchè  se così fosse caro stomaco mio, ti sei imbarcato in un’impresa moolto più grande di te!

“Casalinghitudine”: gioie e dolori

Vivo con il casalingo più puntiglioso, petulante, pretenzioso e perfettino che ci possa essere.
Mi spodesta continuamente nel ruolo di angelo del focolare.

La spesa , le pulizie, l’organizzazione della casa… come la sa fare lui nessuno mai e forse é anche vero, eh.
Una fortuna?!

Magari si, se non mi bacchettasse continuamente.
A parte il vantaggio di non dover pulire i pavimenti il resto é solo frustrazione/ estromissione.

Non ci possono essere “due prime donne” in una casa!!!

Perché poi è inevitabile addomesticarsi a vicenda

Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “… piangerò”.
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno il colore del grano”.