Vorrei donarti solo sorrisi
Vorrei che le mie mancanze non fossero un problema anche tuo
Vorrei regalarti feste principesche
Vorrei darti quello che io non ho avuto

Vorrei che il fulcro  fossimo solo noi 3
Vorrei che guardassimo nella stessa direzione senza darci coordinate
Vorrei che desiderassimo le stesse cose e ci capissimo con uno sguardo
Vorrei la nostra vita di coppia
Vorrei che li capissi i miei dolori

Vorrei che il tempo rallentasse
Vorrei avere un’amica speciale (o anche solo un’amica, degna di questo nome)
Vorrei essere consolata
Vorrei non aver bisogno di un intervento

Vorrei non dovermi addormentare da sola ogni sera
Vorrei almeno un sogno bello, di quelli che ti svegli e ti dispiace che sia finito

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quando tu non vuoi dormire… 

​La gravidanza è una grande avventura, un viaggio tutto personale ed unico. Impossibile raccontarlo veramente a pieno, riportarne le sfumature emozionali, i risvolti psicologici, così come le sensazioni fisiche. 

Per me è stato un periodo veramente bello, un concentrato di felicità pura e di grande, sconfinato ottimismo.

Ebbene sì, io pessimista per natura ho vissuto mesi di incredibile positività, una positività cieca e ignorante  (forse idiota).

Sembrava che nulla mi  scalfisse e che niente di male mi sarebbe potuto accadere.

Visto lo stile di vita più che salutista e la forzata astensione dall’alcool, in gravidanza puoi concederti il lusso  di ubricarti di enebrianti quantità di ormoni che fra  le varie funzioni hanno anche quella di mantenere alto, altissimo direi, l’umore della mamma.

È stato uno spasso, non si può negare! Nel mio caso poi è perdurato pure dopo: devo aver fatto davvero una bella sbornia!

Pure questa come tutte le sbornie , poi passa però e i postumi si sa non sono simpatici. Ed eccoci qua.

Siamo arrivati alla doccia gelata che col suo freddo atroce ti sveglia e non c’è ormone che tenga! I piedi sono ritornati pesantemente a terra e si ritorna nel mondo reale dove i problemi sono dietro l’angolo, dove le cose si complicano, le scadenze si avvicinano e dove non è detto che tutto vada bene.  Si aprono nuove falle che è necessario tappare, saltano fuori difettosita’ da sistemare. 

Un gennaio freddissimo questo, non solo per le temperature, un gennaio che ti costringe a ripararti in un cappotto troppo pesante da portare addosso. Con il freddo ritorna la consapevolezza che fondamentalmente siamo tutti un pò soli con noi stessi, che  ci sono mancanze che non sono state colmate e che questo e tutto quello che non va ora non è solo affar mio, ma potrebbe diventare potenziale problema pure per  dolce piccola stellina che ora brilla nel mio cielo.

Memories #1

15 gennaio 2016

UN’ALTRA VITA

L’unica cosa che mette tutto in standby sono le emozioni forti, quelle che ti fanno sentire il cuore in gola, quelle che esplodono al solo pensiero di aver scoperto e  visto che nella tua pancia c’è un palloncino con dentro un puntino che pulsa  come una piccola lucina.

procedere senza avanzare

Arrivi e partenze, spostamenti, perdite, gioie, cambiamenti, novità. C’è di tutto intorno a me, che guardo, sento, ascolto, percepisco, vedo vivere…una spettatrice perfetta io.
La casetta bella e spazionsa tanto desiderata ha lasciato spazio ad un magazzino. Invasione non prevista, non voluta, dettata da fatti che non si augurerebbero …ma sempre invasione.
L’estate si avvicina e apre la solita enorme ignognita lavorativa che può solo essere affrontata con inerzia, procedendo fino al margine della voragine…

Ci vorrebbero progetti, voglia di fare, cose da organizzare, date da fissare e tanta gioia di vivere che si nasconde davvero bene  nel quotidiano in cui c’è il lavoro, la cena da prepare, i piatti da lavare, lo stendino da liberare, ….

Uno sprizzo, una scintilla, un piccolo brio.
Basterebbe poco.

il corpo ci parla… ?!

Sono stata toccata da tutti germi, bacilli e virus all’ultima moda della stagione, non me ne sono persa uno!

L’ultimo contagio è stato il migliore: il virus grastrointestinale, il virus che in tutte le sue molteplici mutazioni, mi vede da lontano e non sa mai  resistermi.
Il fascino che esercito io sul quel virus malefico è qualcosa di eccezionale! Il suo grande amore per le mie budella deve essere sbocciato l’anno in cui ho lavorato in un asilo nido, un lazzaretto camuffato da luogo accogliente e confettato per nanetti.

…e ora il mio stomaco già in protesta con me nei mesi precedenti, non ne vuol saper di trovare pace e allora dieta che manco al ricovero, gastroscopia e visite varie prenotate.
Esagerate voglie di mangiare qualsiasi cosa di più allegro, condito e colorato, nervosismo a fior di pelle per la forzata astenzione dai cibi degni di tale nome, invidia infinita di fronte ai tre etti di pasta più che conditi  che Lui si sbafa davanti a me, pensieri ossessivi sul cibo che si mescolano ad un altro pensiero: non è che dietro a tutta questa produzione di succhi gastrici, c’è il recondito desiderio di digerirmi?
No, perchè  se così fosse caro stomaco mio, ti sei imbarcato in un’impresa moolto più grande di te!

niente succede per caso #2

Non si salva nessuno tra famigliari, compagni e amici: é una gara a chi ferisce di più, a chi lascia le delusioni più scottanti, una gara a chi mostra più indifferenza.
Una storia che si perpetua nel tempo senza eccezioni.

…e io non so far altro che darmi colpe o comunque attribuirmi responsabilità, che  tanto poi alla fine  si parla sempre della stessa cosa, invece che dirmi di aver proprio sempre a che fare con persone dimmerda.

Sono una malata di vittimismo  destinata all’estinzione, come dice qualcuno

niente succede per caso

Niente succede per caso.
C’é sempre granello di responsabilità, un bisogno malato che soddisfiamo in modo perverso, una visione non esatta, una convinzione sbagliata, una distorsione della realtà…

E ti trovi lì. Infangato fino alle ginocchia. Intrappolato nel nero vischioso delle tue delusioni. Colpito dal chiarore accecante delle disillusioni, sorpreso dal freddo gelido della realtà che spazza via il dolce tepore del mondo dai colori pastello che volevi vivere o che forse desiravi così forte, da convincerti che esistesse veramente.

Raccogliere i cocci per l’ennesima volta?
Buttare tutto nel secchio?
..e l’amor proprio dov’è?
Chi mai può proteggerci se non siamo prima di tutto noi a farlo?

Vorrei essere come l’araba fenice, capace di rinascere bella e vigorosa dalle proprie ceneri.
Ogni volta invece, sento che perdo un pezzo di me,un pezzo che mani grossolane ed egoiste strappano via e calpestano crudelmente.
E in tutto questo il dolore più grande non arriva dalla ferocia di gesti e parole, ma dal fatto che io permetta tutto ciò.