sete di sapere

Le stelle marine sanno rigenerarsi così come i lombrichi…
C’è un procedimento lunghissimo e quasi impossibile da memorizzare per estrarre la radice quadrata di un numero senza tavole numeriche o calcolatrice.
I primi ad approdare in america furono i vichinghi, che già nel X secolo si spinsero fino alle coste nord-orientali dell’America del Nord…
Fra i numeri primi, vi sono dei numeri primi definiti gemelli. Questi differiscono fra loro di due, come ad esempio 5 e 7, 11 e 13. Il problema dell’esistenza o meno di infiniti numeri primi gemelli è da tanti anni uno dei più grandi problemi aperti della teoria dei numeri, che prende il nome di congettura dei numeri primi gemelli…

24 ore non sono sufficienti per avere il tempo necessario per dedicarsi a tutte  le curiosità, interessi, stranezze… a tutta la voglia di conoscere che uno ha.
Credo che a me non basterà una vita intera.

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I ❤ BCN

 Sagrada Familiapark guellCasa Batllo'Il gattone di BoteroSi dice che non c’è due senza tre,
io però per sicurezza i gioielli
di famiglia del gattone di Botero,
li ho toccati! 😉

la Coop mi cade sull’app

Cara Coop Adriatica,
sei il supermercato della zona che preferisco. Trovo i tuoi prodotti e le tue  offerte non solo convenienti, ma anche (e sopratutto) di ottima qualità. Sono anni che la mia spesa viene fatta nelle tue rivendite e non ho mai avuto alcun inconveniente o episodio su cui reclamare, almeno fino ad oggi.img_tessera_coop

Stamattina sono passata all’Ipercoop (il mio negozio di fiducia), ho fatto una spesa veloce e mi sono messa in coda alla cassa rapida. Cellulare in mano, pronta ad usare l’app (mobile-poket per Windows Phone)  per evitare di trasportare in borsa milioni di carte fedeltà, ho iniziato passare i prodotti da pagare. Un’assistente alle casse intanto mi guardava con sospetto e si avvicinava a me in maniera sempre più  invadente… Era arrivata cosí vicina che non so perché le ho detto: “Ho scaricato quest’app… Voglio vedere se funziona..”. Non l’avessi mai fatto!
La tipa ha iniziato a dare in escandescenza, quasi si e messa a gridare un più che fuori luogo :”NUUUUUUUOOOOOOOOOOOO!” Mi ha praticamente aggredito, ha continuato a ripetere che no, non potevo! Non dovevo usare quell’applicazione che non andava bene! …che se volevo potevo richiedere un duplicato della mia tessera… e bla,bla,bla,… (Che tra l’altro poi, io lo possiedo già il duplicato della tessera che usiamo in casa!)

Insomma questa pazza m’ha fatto fare una gran bella figura alle casse. Mi ha trattata come se stessi lì a commettere un reato o a rubare chissachè, solo perché intendevo provare usare una semplice ed utile app.

Ora cara Coop Adriatica, io capisco che stare al passo con la tecnologia non è cosa facile, ma io permetti di pagare le bollette alla cassa, ti sei creata un sevizio di telefonia mobile e mi cadi così su una semplice app???
Da cliente fedele e socia quale sono, mi sento di informarvi dell’accaduto e di farvi presenti due cose:

  1.  se questa app è proprio il male e non deve essere assolutamente utilizzata , deve essere esposto un cartello in cui posso esserne informata;
  2. non so quali truffe possano aver fatto con questa app, ma vi prego di formare i vostri lavoratori a interagire in maniera consona con i clienti.

La verità è che non ne ho voglia abbastanza

Un tempo ero giovane, atletica e piena di buona volontà. Andavo in piscina con grande entusiasmo, pure col freddo ed il gelo,  anche tre volte a settimana e zompettavo allegramente facendo acquagym.
Nel mentre poi mi sono sfasciata e l’abbandono di cotanto sforzo atletico, è stato obbligato.
Non immaginate quanto mi sia mancato mescolarmi in quel branco di cuffiette colorate sotto cui si celevano i più variopinti soggetti, rappresentanti del genere femminile. Oltre al gusto di zompettare a tempo di musica ( che è inutile negarlo, c’era!) me la spassavo con uno studio sociologico di genere, tutto mio.
Il campione era ampio e plurirappresentativo: c’erano donne colorate e grigiastre, donne più o nemo giovincelle, più o meno strafighe, più o meno “cedute” alla forza di gravita, ecc ecc…
Fornivano enormi spunti di riflessione/risata con le loro conversazioni nello spogliatoio, con il  loro confrontarsi su questioni serie ed impegnate come : “Io ormai uso solo la BB cream” oppure  “….Scherzi?! Perchè depilarsi solo l’inguine?? Meglio strappare via tutto… è anche una questione di igiene!”, ma anche con struggimenti vari su figli degenere o con lamentele a tutti i gusti, riguardo  mariti sciagurati e molto, molto altro.  Poi c’era la fiera dell’intimo che andava dai reggipetti e mutandoni della nonna, ai push up e perizomi più audaci. Una volta ho avuto davanti a me una signora che inspiegabilmente si infilava le calze, si vestiva e usciva senza slip, chissà se, se li dimenticava sempre a casa? Mah?!

Per ora acquagym me lo sconsigliano, quindi oltre alla gioia di  poter zompentare in acqua, dovrò rinunciare anche a tutto lo spettacolo che mi offrivano le mie compagne.
Il bello è che ora ,inquanto soggetto recentemente sottoposto ad intervento chirurgico, è la fisiatria ad avermi spedito in piscina  con tanto di buono sconto per l’ingresso.

Stasera inizio e ho i tremori…
Sarò “sola” senza quel gruppetto di donne variegate che ero abituata a trovare, insieme ad altri sfigati acciacchiati in via di ripristino, in una corsia dedita al nuoto libero (??).
Nuoto libero, cosa esser tu?
Le premesse non sono per niente incoraggianti, riuscissi almeno a trovare  qualche soggetto degno di studio sociologico, come in passato….

Bimbeminkia crescono

Lezione di inglese con madrelingua.
First lesson – Presentation
Breve introduzione di Mary londinese d.o.c. dalla voce baritonale con delle “OoUu” da paura, espatriata per uno sconfinato amore (barra ossessione) per l’Italia.
Mary si presenta, mostra varie foto di lei, la sua family, i suoi pets, raccontando quello che le piace, ecc ecc … Poi tocca ai ragazzi. Silenzio. Guardono basso sperando di non essere interpellati, ma il fiume di domande li colpisce tutti senza risparmiarne uno: Where do you live? When is your birthday? How old are you? Have you got any pets?… What kind of music do you prefer?
Le femmine scalpitano. Quale momento migliore per dichiarare al mondo il loro amore sconfinato per gli One Direction?! Sono pure inglesi! Allora lei (fetentona canadese di madre e di nascita) sfodera il suo inglese per dire a tutti: – I’ m going to One Direction’s concert next March. In Berlin.-
Cioè? Ma vi rendete conto?! Questa a dodici anni va a Berlino per un concerto di bimbiminkia. A dodici anni?! A dodici anni i suoi genitori gli assecondano un capriccio/smania simile?!
…e io che mi son sempre fatta tante paranoie per chiedere pochi spicci a settimana ai miei, che mai mi sarei permessa di pretendere nulla che fosse eccessivamente dispendioso! Non c’è più religione, non ci sono più le mezze stagioni… e non ci sono più genitori con le palle e i bimbiminkia crescono come funghi!

Va bè, forse io nemmeno faccio testo… infondo sono sempre stata vecchia, ma questa è un’altra storia.

A Natale puoi #2

Altra sfornata, altri dolci pacchetti regalo.

chocolate chip cookies

1 cup di burro
1 cup di zucchero
2 uova
2 cucchiai di lievito per dolci
1 cup di farina
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di bicarbonato
200 gr. di scaglie di cioccolato
210 gr. di fiocchi di avena (tostati e sbriciolati)

Cuocere a 200° per 20 minuti


N.B.: una cup corrisponde a circa 220 gr.

Il 21 si avvicina e il Natale è alle porte!

Il 21 si avvicina e sarà la fine!
Non saranno i maya a distruggermi no, loro sono morti e sepolti poracci.
Venerdì 21 per me sarà il delirio.
Oltre ai vorticosi giri che dovrò fare per lavoro,  alle ore libere quasi assenti durante ogni giornata, alla casa che forse non è più posseduta (ma non voglio dirlo troppo forte), oltre allo yogurt… Si, si ho scritto yogurt è proprio così. Io per riempirmi quei dieci minuti liberi che ho al giorno ho iniziato a fare lo yogurt quotidianamente. Forse inzio a pentirmi di aver accolto nella mia casa già infestata le bestie come le chiama Lui, ovvero dei fermenti lattici non vivi, vivissimi. Insomma dicevo… oltre a gestire la mia normale giornaliera baraonda inzierò, accredito di stipendio permettendo, la mia personalissima grande corsa ai regali di Natale. Non ho idea di cosa regalare, ma soprattutto ciò che mi spaventa di più sono gli scaffali vuoti. OdddioooNonCiVoglioPensare!
Già sento il senso di vertigine che mi assale, ma non paga del tanto sbattimento che mi aspetta, ho deciso che quest’anno i pensierini che di solito faccio a chi per varie ragioni incontro ogni giorno, saranno sostituiti da dolci pacchettini. Dolci, proprio così.
Biscottosi per la precisione. Non i soliti fatti con le formine natalizie e decorati con glassa, che io tutto sto tempo per fare ghirigori non ce l’ho!
Sono molto combattuta. Non so se sfornare 2 tonnellate di cookies chips, tanto buoni e perfetti per il Natale (nei film tutti i bimbi non lasciano a Santa Claus proprio quelli insieme ad un bicchiere di latte?) o se sfornare altrettante tonnellate di abbracci, pannosamente friabili, più composti ed eleganti.
Si accettano consigli!