“Casalinghitudine”: gioie e dolori

Vivo con il casalingo più puntiglioso, petulante, pretenzioso e perfettino che ci possa essere.
Mi spodesta continuamente nel ruolo di angelo del focolare.

La spesa , le pulizie, l’organizzazione della casa… come la sa fare lui nessuno mai e forse é anche vero, eh.
Una fortuna?!

Magari si, se non mi bacchettasse continuamente.
A parte il vantaggio di non dover pulire i pavimenti il resto é solo frustrazione/ estromissione.

Non ci possono essere “due prime donne” in una casa!!!

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la Coop mi cade sull’app

Cara Coop Adriatica,
sei il supermercato della zona che preferisco. Trovo i tuoi prodotti e le tue  offerte non solo convenienti, ma anche (e sopratutto) di ottima qualità. Sono anni che la mia spesa viene fatta nelle tue rivendite e non ho mai avuto alcun inconveniente o episodio su cui reclamare, almeno fino ad oggi.img_tessera_coop

Stamattina sono passata all’Ipercoop (il mio negozio di fiducia), ho fatto una spesa veloce e mi sono messa in coda alla cassa rapida. Cellulare in mano, pronta ad usare l’app (mobile-poket per Windows Phone)  per evitare di trasportare in borsa milioni di carte fedeltà, ho iniziato passare i prodotti da pagare. Un’assistente alle casse intanto mi guardava con sospetto e si avvicinava a me in maniera sempre più  invadente… Era arrivata cosí vicina che non so perché le ho detto: “Ho scaricato quest’app… Voglio vedere se funziona..”. Non l’avessi mai fatto!
La tipa ha iniziato a dare in escandescenza, quasi si e messa a gridare un più che fuori luogo :”NUUUUUUUOOOOOOOOOOOO!” Mi ha praticamente aggredito, ha continuato a ripetere che no, non potevo! Non dovevo usare quell’applicazione che non andava bene! …che se volevo potevo richiedere un duplicato della mia tessera… e bla,bla,bla,… (Che tra l’altro poi, io lo possiedo già il duplicato della tessera che usiamo in casa!)

Insomma questa pazza m’ha fatto fare una gran bella figura alle casse. Mi ha trattata come se stessi lì a commettere un reato o a rubare chissachè, solo perché intendevo provare usare una semplice ed utile app.

Ora cara Coop Adriatica, io capisco che stare al passo con la tecnologia non è cosa facile, ma io permetti di pagare le bollette alla cassa, ti sei creata un sevizio di telefonia mobile e mi cadi così su una semplice app???
Da cliente fedele e socia quale sono, mi sento di informarvi dell’accaduto e di farvi presenti due cose:

  1.  se questa app è proprio il male e non deve essere assolutamente utilizzata , deve essere esposto un cartello in cui posso esserne informata;
  2. non so quali truffe possano aver fatto con questa app, ma vi prego di formare i vostri lavoratori a interagire in maniera consona con i clienti.

Every cloud has a silver lining

Fisso lo schermo da troppo tempo senza scrivere niente.  Di cose ne avrei tante da dire, ma è tutto un groviglio senza capo nè coda. E’ tutto una gran matassa ingarbugliata in cui si fondono sorrisi e lacrime, belle e brutte sensazioni. Voglia di vacanza, di equilibrio, di tranquillità, e poi l’inquietudine, la precarietà, l’arrangiarsi e l’arrancare. E’ un gran intrico di emozioni, preoccupazioni, speranze e desideri. E’ un miscuglio di parole che sono vita vera nelle sue, più o meno belle sfumature.
E’ un viluppo di mare, nuvole, lavoro, sole, spese, cassa integrazione, sveglie, novità, amore, bollette e affitto, orari, amici, compagnia,  solitudine,  cene e pranzi da preparare, rabbia, gioie sciocche, scazzi,  paure, attese e speranze….

qualcuno direbbe che questa è la mia ennesima lagna, meglio non dilungarsi.

Non ci sono più gli uomini di una volta!

Pare che io non sia brava a fare le frappe e che la cicerchiata non sia di suo gradimento.
Scredidate le mie doti in cucina per quanto riguarda le ricette di carnevale, ieri ho ceduto lo scettro…
La ricetta arriva dalla Puglia. E’ per questo che Lui non a caso, ha realizzato la sfoglia prima a forma di scamorza e poi a forma del promontorio (il Gargano ovviamente!). … altro che le sfogline?!

Presto la ricetta e le foto del suo meraviglioso capolavoro!
Chi prova ad indovina cosa sono?

… sveliamo la misteriosa ricetta pugliese!Ingredienti:
750 gr. di ricotta di capra
250 gr. di grano cotto
maggiorana
pepe q.b.
cannella q.b.
sale q.b.
500 gr. di farina 00
1 bicchiere d’acqua
1 tuorlo

Come prima cosa si prepara il ripieno lavorando la ricotta con sale, pepe, maggiorana (meglio se è fresca), cannella e infine va aggiunto il grano.
Mentre si lascia riposare per almeno 30 minuti il composto preparato, si amalgamano  farina ed acqua fino ad ottenere un impasto non troppo morbido. Con esso dovranno essere realizzate delle sfoglie spesse non più di 2 mm, su cui si dovranno ritagliare dei dischi di pasta.Su ogni disco vanno disposte due cucchiaiate di ricotta. I dischi ottenuti verranno utilizzati a coppie, uno per il fondo e uno per coprire il ripieno della farrata.
Con indice e pollice le sfoglie vanno unite ripiegando la pasta verso l’interno della farrata, a mo’ di calzone.
Una volta preparate tutte le farrate queste vanno spennellate con il tuorlo, e bucherellate con la forchetta prima di essere infornate.
La cottura avviene in circa mezz’ora con forno a 180°.
Servitele calde!

Il 21 si avvicina e il Natale è alle porte!

Il 21 si avvicina e sarà la fine!
Non saranno i maya a distruggermi no, loro sono morti e sepolti poracci.
Venerdì 21 per me sarà il delirio.
Oltre ai vorticosi giri che dovrò fare per lavoro,  alle ore libere quasi assenti durante ogni giornata, alla casa che forse non è più posseduta (ma non voglio dirlo troppo forte), oltre allo yogurt… Si, si ho scritto yogurt è proprio così. Io per riempirmi quei dieci minuti liberi che ho al giorno ho iniziato a fare lo yogurt quotidianamente. Forse inzio a pentirmi di aver accolto nella mia casa già infestata le bestie come le chiama Lui, ovvero dei fermenti lattici non vivi, vivissimi. Insomma dicevo… oltre a gestire la mia normale giornaliera baraonda inzierò, accredito di stipendio permettendo, la mia personalissima grande corsa ai regali di Natale. Non ho idea di cosa regalare, ma soprattutto ciò che mi spaventa di più sono gli scaffali vuoti. OdddioooNonCiVoglioPensare!
Già sento il senso di vertigine che mi assale, ma non paga del tanto sbattimento che mi aspetta, ho deciso che quest’anno i pensierini che di solito faccio a chi per varie ragioni incontro ogni giorno, saranno sostituiti da dolci pacchettini. Dolci, proprio così.
Biscottosi per la precisione. Non i soliti fatti con le formine natalizie e decorati con glassa, che io tutto sto tempo per fare ghirigori non ce l’ho!
Sono molto combattuta. Non so se sfornare 2 tonnellate di cookies chips, tanto buoni e perfetti per il Natale (nei film tutti i bimbi non lasciano a Santa Claus proprio quelli insieme ad un bicchiere di latte?) o se sfornare altrettante tonnellate di abbracci, pannosamente friabili, più composti ed eleganti.
Si accettano consigli!

ma lasciala andare come va come deve andare

La nostra casetta si sta autodistruggendo.
C’è un infiltrazione, causata da non si sa cosa che fa si che sui nostri fornelli, tramite la cappa, piova acqua a secchiate. Sono venuti a fare i lavori un paio di volte e il risultato è stato che mercoledì scorso sono rientrata a casa e ho trovato un particolare scintillio natalizio: stava andando tutto  in corto circuito. La luce sopra i fornelli si accendeva da sola e c’era un inquietante zZzZzZ di sottofondo. E dire che quella doveva essere la mia sera di singletudine beata che dovevo trascorrere smangiucchiando  patatine, sfornando di biscotti e rilassandomi con un bel gommage…ma questa è un’altra storia.
Santo subito il mio babbo che mi ha salvata, staccando i fili di quelli che erano ormai interruttori fumanti e quasi bruciati.
Oggi poi è sorto un nuovo guasto: dallo sciacquone non esce acqua.
Così, improvvisamente.
A parte la rottura inevitabile del vivere in tale tugurio mi viene tanto da dire: -“Ma sìì, chi se ne frega… Che andasse tutto alla malora, tanto non è casa nostra!”
Sarò scema, ma da quando due settimane fa, ho ripreso una vita “normale” me ne frego continuamente di tutto e non è un modo di prendere le cose con filosofia, è pigrizia.
Non ho voglia di arrabbiarmi, non ho voglia di sobbarcarmi impegni o responsabilità che farebbero di me una super, non ho voglia di spacciarmi a tutti costi come quella unica ed insostituibile come era mio solito fare.
Ho riacquistato la misura umana di me e mi ci cullo.
Intanto fra un guasto e l’altro la nostra minuscola e sgarrupata casetta ha preso le vesti natalizie. Mancano solo i regali sotto l’albero…
Quest’anno per la prima volta in vita mia mi riduco non all’ultimo, ma all’ultimissimo.
Nel week end mi aspetta un tour de force allucinante.
Che la forza sia con me!

attentati ipercalorici

Quando Lui torna a casa dal supermercato e dalla busta della spesa tira fuori soddisfatto dei cubetti di lievito di birra, giunge l’ora di mettere le mani in pasta!

Oggi quindi s’impasta per preparare una delle sue torte preferite.
Il dolce in questione non è eccessivamente difficile  da realizzare anche se non rientra nella categoria “mischio tutti gli ingredienti e inforno”. Solo, per me il grado di difficoltà aumenta perchè questa è una ricetta attinta dal ricettario di Suocera 😀

Torta di rose

Ingredienti:
20 gr. di zucchero
scorza di limone
150 gr. di latte
1 cubetto di lievito di birra (25 gr)
30 gr. di olio di oliva
3 tuorli d’uovo
350 grammi di farina
1 pizzico di sale,
per la farcitura:
100 gr. di burro
100 gr. di zucchero

Procedimento:
Montare tuorli e zucchero con lo sbattitore. Unire la scorza di limone, il latte tiepido in cui è stato sciolto precedentemente il lievito, l’olio e mescolare il tutto. Aggiungere la farina e il sale ed impastare fino ad ottenere un impasto liscio.
Stendere la pasta in modo da ottenere una sfoglia piuttosto sottile, formando un rettangolo. Preparare la farcitura lavorando il burro e lo zucchero con lo sbattitore,  poi stendere il tutto in modo uniforme sulla pasta. Arrotolare la sfoglia su se stessa, formando un cilindro. Tagliare dei tronchetti alti 4 cm e chiuderli nella parte inferiore, sistemandoli poi in una teglia distanziati l’uno dall’altro.
Coprire la teglia e lasciar lievitare per un’ora.
Una volta lievitata la torta va infornata a 180° per 30 minuti.