niente succede per caso #2

Non si salva nessuno tra famigliari, compagni e amici: é una gara a chi ferisce di più, a chi lascia le delusioni più scottanti, una gara a chi mostra più indifferenza.
Una storia che si perpetua nel tempo senza eccezioni.

…e io non so far altro che darmi colpe o comunque attribuirmi responsabilità, che  tanto poi alla fine  si parla sempre della stessa cosa, invece che dirmi di aver proprio sempre a che fare con persone dimmerda.

Sono una malata di vittimismo  destinata all’estinzione, come dice qualcuno

tecniche di sopravvivenza

Tutto sta nell’affilare le tecniche necessarie. Al momento mi specializzo nel far credere a chi vuole così che io facia esattamente quello che lui vuole. IL lavoro é una palestra di allenamento all’avanguardia: Lavoro con una stronza con manie di controllo sul mondo e con lei si vive solo se  si dimostra totale osservanza alle sue decisioni. Dopo mesi di duro lavoro non mi ci incazzo più ho imparato a fare come voglio ma le lascio credere che sia lei a decidere. É una capacità preziosa difficile da maneggiare però perché quella voglia si dire :” Io faccio come cazzo di pare, vaffanculo!”  resta sempre ed é arduo censurarsi

Essere artefici del proprio destino – piu o meno –

Inenumerabile la quantità di sorrisi finti indossati per portare a termine la giornata.
Mi sono resa conto di sorridere pure al telefono, magari la cosa ha rafforzato e reso più credibili le cazzate dette e l’interesse da dimostrare. Mi sono resa conto che fa impressione chiudere le telefonate e sentire cedere i muscoli della faccia che forse ti donavano un aspetto e una voce più pimpante come se una frana, un crollo improvviso investisse il tuo viso.
Credo che sorridere per finta faccia seriamente male alla salute, quasi come passare una giornata a sperare di riuscire a sapere “di quale morte morire” per decisione altrui.

la Coop mi cade sull’app

Cara Coop Adriatica,
sei il supermercato della zona che preferisco. Trovo i tuoi prodotti e le tue  offerte non solo convenienti, ma anche (e sopratutto) di ottima qualità. Sono anni che la mia spesa viene fatta nelle tue rivendite e non ho mai avuto alcun inconveniente o episodio su cui reclamare, almeno fino ad oggi.img_tessera_coop

Stamattina sono passata all’Ipercoop (il mio negozio di fiducia), ho fatto una spesa veloce e mi sono messa in coda alla cassa rapida. Cellulare in mano, pronta ad usare l’app (mobile-poket per Windows Phone)  per evitare di trasportare in borsa milioni di carte fedeltà, ho iniziato passare i prodotti da pagare. Un’assistente alle casse intanto mi guardava con sospetto e si avvicinava a me in maniera sempre più  invadente… Era arrivata cosí vicina che non so perché le ho detto: “Ho scaricato quest’app… Voglio vedere se funziona..”. Non l’avessi mai fatto!
La tipa ha iniziato a dare in escandescenza, quasi si e messa a gridare un più che fuori luogo :”NUUUUUUUOOOOOOOOOOOO!” Mi ha praticamente aggredito, ha continuato a ripetere che no, non potevo! Non dovevo usare quell’applicazione che non andava bene! …che se volevo potevo richiedere un duplicato della mia tessera… e bla,bla,bla,… (Che tra l’altro poi, io lo possiedo già il duplicato della tessera che usiamo in casa!)

Insomma questa pazza m’ha fatto fare una gran bella figura alle casse. Mi ha trattata come se stessi lì a commettere un reato o a rubare chissachè, solo perché intendevo provare usare una semplice ed utile app.

Ora cara Coop Adriatica, io capisco che stare al passo con la tecnologia non è cosa facile, ma io permetti di pagare le bollette alla cassa, ti sei creata un sevizio di telefonia mobile e mi cadi così su una semplice app???
Da cliente fedele e socia quale sono, mi sento di informarvi dell’accaduto e di farvi presenti due cose:

  1.  se questa app è proprio il male e non deve essere assolutamente utilizzata , deve essere esposto un cartello in cui posso esserne informata;
  2. non so quali truffe possano aver fatto con questa app, ma vi prego di formare i vostri lavoratori a interagire in maniera consona con i clienti.

La sindrome di Pollyanna ovvero l’ottimismo idiota

12/11/2013
La sindrome di Pollyanna pervade le mie giornate. Sono felice di quello che ho. Mi dico che sí, le nuvole all’orizzonte ci sono, ma che ci penseró quando e se arriveranno i primi goccioloni. Un sistema in qualche modo si trova, non può essere altrimenti. In qualche modo si deve fare.
Ogni tanto poi, i miei piedi tornano a toccare terra, un’illuminazione folgora Pollyanna e tutto diventa tremendamente grigio, preoccupante ed avvilente.

… Fiuto bene nell’aria. Vedo e prevedo o forse, mi porto solo sfiga.
Neanche quarantotto ore e Pollyanna quell’inguaribile ottimista, giace già priva di conoscenza in rianimazione, sopraffatta dalla nefasta realtà. Le sue condizioni sono critiche, ma non c’è da disperare.
Quella cogliona ha mille risorse.

Delirio di vacanza #1

Dormire fino le 10 passate.
Pranzare semplicemente sedendosi a tavola.
Mare.
Racconti e regali freschi freschi da Minorca.
Un nokia fighissimo tutto per me. Un windows phone, social all’ennesima potenza, con una memoria immensa da cazzeggiarci fino allo sfinimento… e la brillante idea di passare a Tim che a prezzi modici ti garantisce 2 giga di rete quasi inutilizzabili. Roba di peer to peer…, socket…, servizio push e non so che altra diavoleria. In poche parole applicazioni come whatsapp, viber, insomma cose per cui uno vuole internet sempre sul cellulare NON FUNZIONANO!
…come non  potevo sperimentare questa nuova e inimmaginata rottura di coglioni???  No, non potevo proprio, per cui ora non mi resta che decidere: abbandono il windows phone (che pare simpatizzare poco con tim) o sfanculo la tim.
Nei prossimi giorni l’ardua sentenza.