regali speciali

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procedere senza avanzare

Arrivi e partenze, spostamenti, perdite, gioie, cambiamenti, novità. C’è di tutto intorno a me, che guardo, sento, ascolto, percepisco, vedo vivere…una spettatrice perfetta io.
La casetta bella e spazionsa tanto desiderata ha lasciato spazio ad un magazzino. Invasione non prevista, non voluta, dettata da fatti che non si augurerebbero …ma sempre invasione.
L’estate si avvicina e apre la solita enorme ignognita lavorativa che può solo essere affrontata con inerzia, procedendo fino al margine della voragine…

Ci vorrebbero progetti, voglia di fare, cose da organizzare, date da fissare e tanta gioia di vivere che si nasconde davvero bene  nel quotidiano in cui c’è il lavoro, la cena da prepare, i piatti da lavare, lo stendino da liberare, ….

Uno sprizzo, una scintilla, un piccolo brio.
Basterebbe poco.

…m’hai provocato e io ti distruggo!

Troppo stress, troppe ore di lavoro, poche di sonno, tanti impegni, sempre di corsa?!

Il mio corpo dice NO!
Tollera al massimo una settimana e poi m’accoppa con la malattia del momento.

Ho esagerato é vero, ma avrei rallentato questa settimana, giuro!

Niente da fare, lui non perdona…
La punizione?! Un giro sulla giostra  del  virus svuota tutto, con graziose complicazioni che mi porteranno a varcare il reparto di gastroenterologia.

Povera me!

tecniche di sopravvivenza

Tutto sta nell’affilare le tecniche necessarie. Al momento mi specializzo nel far credere a chi vuole così che io facia esattamente quello che lui vuole. IL lavoro é una palestra di allenamento all’avanguardia: Lavoro con una stronza con manie di controllo sul mondo e con lei si vive solo se  si dimostra totale osservanza alle sue decisioni. Dopo mesi di duro lavoro non mi ci incazzo più ho imparato a fare come voglio ma le lascio credere che sia lei a decidere. É una capacità preziosa difficile da maneggiare però perché quella voglia si dire :” Io faccio come cazzo di pare, vaffanculo!”  resta sempre ed é arduo censurarsi

sete di sapere

Le stelle marine sanno rigenerarsi così come i lombrichi…
C’è un procedimento lunghissimo e quasi impossibile da memorizzare per estrarre la radice quadrata di un numero senza tavole numeriche o calcolatrice.
I primi ad approdare in america furono i vichinghi, che già nel X secolo si spinsero fino alle coste nord-orientali dell’America del Nord…
Fra i numeri primi, vi sono dei numeri primi definiti gemelli. Questi differiscono fra loro di due, come ad esempio 5 e 7, 11 e 13. Il problema dell’esistenza o meno di infiniti numeri primi gemelli è da tanti anni uno dei più grandi problemi aperti della teoria dei numeri, che prende il nome di congettura dei numeri primi gemelli…

24 ore non sono sufficienti per avere il tempo necessario per dedicarsi a tutte  le curiosità, interessi, stranezze… a tutta la voglia di conoscere che uno ha.
Credo che a me non basterà una vita intera.

Essere artefici del proprio destino – piu o meno –

Inenumerabile la quantità di sorrisi finti indossati per portare a termine la giornata.
Mi sono resa conto di sorridere pure al telefono, magari la cosa ha rafforzato e reso più credibili le cazzate dette e l’interesse da dimostrare. Mi sono resa conto che fa impressione chiudere le telefonate e sentire cedere i muscoli della faccia che forse ti donavano un aspetto e una voce più pimpante come se una frana, un crollo improvviso investisse il tuo viso.
Credo che sorridere per finta faccia seriamente male alla salute, quasi come passare una giornata a sperare di riuscire a sapere “di quale morte morire” per decisione altrui.

La sindrome di Pollyanna ovvero l’ottimismo idiota

12/11/2013
La sindrome di Pollyanna pervade le mie giornate. Sono felice di quello che ho. Mi dico che sí, le nuvole all’orizzonte ci sono, ma che ci penseró quando e se arriveranno i primi goccioloni. Un sistema in qualche modo si trova, non può essere altrimenti. In qualche modo si deve fare.
Ogni tanto poi, i miei piedi tornano a toccare terra, un’illuminazione folgora Pollyanna e tutto diventa tremendamente grigio, preoccupante ed avvilente.

… Fiuto bene nell’aria. Vedo e prevedo o forse, mi porto solo sfiga.
Neanche quarantotto ore e Pollyanna quell’inguaribile ottimista, giace già priva di conoscenza in rianimazione, sopraffatta dalla nefasta realtà. Le sue condizioni sono critiche, ma non c’è da disperare.
Quella cogliona ha mille risorse.