Fai un figlio e non sarai mai solo

…non perché la vostra adorabile creatura paleserà la sua presenza nei momenti meno opportuni, nè perché non sarete più in grado di fare qualcosa in santa pace.
Non sarete più soli perché   non faranno altro che volersi intrufolare e prendere posto nel vostro idillio, nel vostro tanto desiderato sogno fattosi realtà.
Lo faranno sempre e comunque, gettandosi a capofitto nell’impresa come fosse il più eccitante e soddisfacente degli sport estremi, lo faranno senza chiedersi se sia il caso o meno, se creeranno disturbo, se sia il momento giusto oppure no, senza pensare se questi loro gesti avventati li porteranno ad essere odiati per sempre o se voi genitori ne abbiate più  o meno piacere… Oh è una una missione questa! Una questione di principio, un goal da portare a casa, una cosa che s’ha da fare!
La pupa “nuova di pacca” è patrimonio dell’umanità e in quanto tale va mostrata, esposta al pubblico, condivisa in tutto e per tutto e voi cari i miei genitori, inutili esseri di contorno, ma che fate lì in mezzo?! Scanzatevi un pò!

Memories #1

15 gennaio 2016

UN’ALTRA VITA

L’unica cosa che mette tutto in standby sono le emozioni forti, quelle che ti fanno sentire il cuore in gola, quelle che esplodono al solo pensiero di aver scoperto e  visto che nella tua pancia c’è un palloncino con dentro un puntino che pulsa  come una piccola lucina.

I ❤ BCN

 Sagrada Familiapark guellCasa Batllo'Il gattone di BoteroSi dice che non c’è due senza tre,
io però per sicurezza i gioielli
di famiglia del gattone di Botero,
li ho toccati! 😉

Delirio di vacanza #1

Dormire fino le 10 passate.
Pranzare semplicemente sedendosi a tavola.
Mare.
Racconti e regali freschi freschi da Minorca.
Un nokia fighissimo tutto per me. Un windows phone, social all’ennesima potenza, con una memoria immensa da cazzeggiarci fino allo sfinimento… e la brillante idea di passare a Tim che a prezzi modici ti garantisce 2 giga di rete quasi inutilizzabili. Roba di peer to peer…, socket…, servizio push e non so che altra diavoleria. In poche parole applicazioni come whatsapp, viber, insomma cose per cui uno vuole internet sempre sul cellulare NON FUNZIONANO!
…come non  potevo sperimentare questa nuova e inimmaginata rottura di coglioni???  No, non potevo proprio, per cui ora non mi resta che decidere: abbandono il windows phone (che pare simpatizzare poco con tim) o sfanculo la tim.
Nei prossimi giorni l’ardua sentenza.

La verità è che non ne ho voglia abbastanza

Un tempo ero giovane, atletica e piena di buona volontà. Andavo in piscina con grande entusiasmo, pure col freddo ed il gelo,  anche tre volte a settimana e zompettavo allegramente facendo acquagym.
Nel mentre poi mi sono sfasciata e l’abbandono di cotanto sforzo atletico, è stato obbligato.
Non immaginate quanto mi sia mancato mescolarmi in quel branco di cuffiette colorate sotto cui si celevano i più variopinti soggetti, rappresentanti del genere femminile. Oltre al gusto di zompettare a tempo di musica ( che è inutile negarlo, c’era!) me la spassavo con uno studio sociologico di genere, tutto mio.
Il campione era ampio e plurirappresentativo: c’erano donne colorate e grigiastre, donne più o nemo giovincelle, più o meno strafighe, più o meno “cedute” alla forza di gravita, ecc ecc…
Fornivano enormi spunti di riflessione/risata con le loro conversazioni nello spogliatoio, con il  loro confrontarsi su questioni serie ed impegnate come : “Io ormai uso solo la BB cream” oppure  “….Scherzi?! Perchè depilarsi solo l’inguine?? Meglio strappare via tutto… è anche una questione di igiene!”, ma anche con struggimenti vari su figli degenere o con lamentele a tutti i gusti, riguardo  mariti sciagurati e molto, molto altro.  Poi c’era la fiera dell’intimo che andava dai reggipetti e mutandoni della nonna, ai push up e perizomi più audaci. Una volta ho avuto davanti a me una signora che inspiegabilmente si infilava le calze, si vestiva e usciva senza slip, chissà se, se li dimenticava sempre a casa? Mah?!

Per ora acquagym me lo sconsigliano, quindi oltre alla gioia di  poter zompentare in acqua, dovrò rinunciare anche a tutto lo spettacolo che mi offrivano le mie compagne.
Il bello è che ora ,inquanto soggetto recentemente sottoposto ad intervento chirurgico, è la fisiatria ad avermi spedito in piscina  con tanto di buono sconto per l’ingresso.

Stasera inizio e ho i tremori…
Sarò “sola” senza quel gruppetto di donne variegate che ero abituata a trovare, insieme ad altri sfigati acciacchiati in via di ripristino, in una corsia dedita al nuoto libero (??).
Nuoto libero, cosa esser tu?
Le premesse non sono per niente incoraggianti, riuscissi almeno a trovare  qualche soggetto degno di studio sociologico, come in passato….

Le enormi soddisfazioni dell’handmade

Non potevano finire le feste senza prima cimentarsi in cucina con qualcosa di tipicamente natalizio. Per questa Happyfania io e Brother abbiamo preparato….

TORRONE ALLE MANDORLE

300 gr. di mandorle
30 gr. di acqua
100 gr. di zucchero
40 gr. di albume
100 gr. di  miele
ostie
termometro da cucina

Preparazione: montare a bagnomaria, miele fuso e albumi. Nel frattempo mettere in un pentolino acqua e zucchero, senza mai mescolare  far bollire fino a raggiungere i 130- 135°. Appena il caramello raggiunge la temperatura mescolarlo bene agli albumi montati e aggiungere le mandorle.
Amalgamato bene il  composto stenderlo su una teglia foderata con ostie e una volta livellato bene ricoprirlo con altre ostie.  A questo punto il torrone va fatto raffredare e successivamente tenuto in frigo per almeno 3 ore.

Il 21 si avvicina e il Natale è alle porte!

Il 21 si avvicina e sarà la fine!
Non saranno i maya a distruggermi no, loro sono morti e sepolti poracci.
Venerdì 21 per me sarà il delirio.
Oltre ai vorticosi giri che dovrò fare per lavoro,  alle ore libere quasi assenti durante ogni giornata, alla casa che forse non è più posseduta (ma non voglio dirlo troppo forte), oltre allo yogurt… Si, si ho scritto yogurt è proprio così. Io per riempirmi quei dieci minuti liberi che ho al giorno ho iniziato a fare lo yogurt quotidianamente. Forse inzio a pentirmi di aver accolto nella mia casa già infestata le bestie come le chiama Lui, ovvero dei fermenti lattici non vivi, vivissimi. Insomma dicevo… oltre a gestire la mia normale giornaliera baraonda inzierò, accredito di stipendio permettendo, la mia personalissima grande corsa ai regali di Natale. Non ho idea di cosa regalare, ma soprattutto ciò che mi spaventa di più sono gli scaffali vuoti. OdddioooNonCiVoglioPensare!
Già sento il senso di vertigine che mi assale, ma non paga del tanto sbattimento che mi aspetta, ho deciso che quest’anno i pensierini che di solito faccio a chi per varie ragioni incontro ogni giorno, saranno sostituiti da dolci pacchettini. Dolci, proprio così.
Biscottosi per la precisione. Non i soliti fatti con le formine natalizie e decorati con glassa, che io tutto sto tempo per fare ghirigori non ce l’ho!
Sono molto combattuta. Non so se sfornare 2 tonnellate di cookies chips, tanto buoni e perfetti per il Natale (nei film tutti i bimbi non lasciano a Santa Claus proprio quelli insieme ad un bicchiere di latte?) o se sfornare altrettante tonnellate di abbracci, pannosamente friabili, più composti ed eleganti.
Si accettano consigli!