procedere senza avanzare

Arrivi e partenze, spostamenti, perdite, gioie, cambiamenti, novità. C’è di tutto intorno a me, che guardo, sento, ascolto, percepisco, vedo vivere…una spettatrice perfetta io.
La casetta bella e spazionsa tanto desiderata ha lasciato spazio ad un magazzino. Invasione non prevista, non voluta, dettata da fatti che non si augurerebbero …ma sempre invasione.
L’estate si avvicina e apre la solita enorme ignognita lavorativa che può solo essere affrontata con inerzia, procedendo fino al margine della voragine…

Ci vorrebbero progetti, voglia di fare, cose da organizzare, date da fissare e tanta gioia di vivere che si nasconde davvero bene  nel quotidiano in cui c’è il lavoro, la cena da prepare, i piatti da lavare, lo stendino da liberare, ….

Uno sprizzo, una scintilla, un piccolo brio.
Basterebbe poco.

La Primavera non bussa, lei entra sicura…


Le giornate più lunghe, il sole più caldo.
L’aria frizzantina, il cielo rosso prima di sera.
Fame di sole e spiagge che si affollano.
La primavera. Le aspettative che porta con sè, il suo traghettarci verso la regina delle stagioni: l’estate.
Passare di colpo dal piumone alle maniche corte ti scuote, ti sveglia e non lo fa solo a te. Ed eccola, eccola lì, lei. L’ansia. La mia perfida compagna di merende che fa capolino.
Impegni da incastrare, appuntamenti da prendere e da rimandare, pagamenti, programmi da fare e tecniche di sopravvivenza da organizzare strategicamente per sfangare anche questa estate, che al momento è un grande, gigantesco e minaccioso punto interrogativo.
E’ inquietudine che scorre per le vene, le mie.
Intanto il sole splende, i prati sono verdi ed in fiore, l’aria si fa tiepida e ogni tanto riesco a prendere fiato.

è tutta colpa della sindrome premestruale, ma anche no

Sono smaniosa, insofferente er insopportabile. Mi getterei nel bidone dell’immondizia, mi abbandonerei per strada, mi sbatterei fuori casa a calci nel culo… se solo potessi.
Non mi do pace. Colpa degli ormoni, ma anche no.
Io ho dei grossi, enormi, spropositati problemi con le questioni lasciate in sospeso.A me  mandano fuori testa, generano paranoie oltre ad innescare una massiccia dose d’ansia.
Nell’ultimo periodo mi sono crogiolata nella mia convalescenza, vivendola un pò come uno stato di grazia in cui non dare precedenza a nulla che non fossi io e/o la mia salute.
Sono un’anima inquieta e tormentata però, non si fugge!
Prima o poi tutti nodi vengono al pettine.
E allora dai! Facciamoci del male Blu, dittelo cosa ti attanaglia. Dittelo e vedi di porvi rimedio! *

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missioni impossibili

I giorni passano. Mercoledì è quasi arrivato.
Finalmente saprò quando avverrà la mia vacanza premio in ospedale, duramente guadagnata dopo un’estate d’inferno.
La comprata di mutande e biancheria varia è stata fatta.
Il mega raffreddore che poteva minacciare il soggiorno ospedaliero, sembra essere quasi arginato.
Nella lista delle cose da fare mancano ancora una visita di controllo per un altro problema (che io non mi faccio mancare niente) e questo benedetto orario scolastico da rendere definitivo se Dio vuole, per poi passarlo a chi mi rimpiazzerà.
Fatto tutto ciò, potrei pure eclissarmi in pace.

Ce la farò?
Me lo concederanno il tempo necessario per farcela?

Diciamocelo

Sono un pò di giorni che cerco di mentire a me stessa. Fingo di non sentire nulla anche se so benissimo che non è normale avere di tanto in tanto, la sensazione che i propri organi  interni si appallottino e si compattino in un blocco unico.
Nelle mie vene scorre e pulsa ansia. Inutile nasconderlo.
Sono stressatissima. In ambito lavorativo ci saranno cambiamenti dettati da quella che è stata una mia scelta e come si sa “chi lascia la strada vecchia per quella nuova,sa quel che lascia ma non sa quel che trova”. Ovviamente la mia decisione ricadrà su altri che pretenderanno spiegazioni, almeno come ultimo atto della prepotenza con cui si sono sempre relazionati a me.
La mia schiena sfasciata mi condanna a sopportare una sciatalgia micidiale da mesi. E non passa, non vuole passare. E io non so che fare, non so da chi farmi vedere. Non so come farmi curare. Non so se mi dovrò operare quella maledetta ernia. Tutti mi dicono tutto e il contrario di tutto: propongono cure senza nemmeno vedere referti, fanno diagnosi e prevedono un intervento senza averne la competenza… intanto io sento dolore da mesi e mi trascino a lavoro (e cito solo il lavoro perchè faccio solo questo, la mia vita è azzerata) zoppicando come un’ inferma e stando ben lontana dalla boccetta dell’antidolorifico, chè pare che io debba resistete stoicamente.

Non c’è da sorprendersi poi se sogno di essere su un treno e di non riuscire a scendere in tempo nella stazione giusta e mi sveglio piena di angoscia.