Di libri, giornate piovose e crostate

Piove, piove e poi ripiove. Insomma si sta rintanati in casa.
Mi giunge voce che qua, il mare s’è mangiato interi pezzi di spiaggia e che varie auto sono rimaste bloccate nei sottopassaggi pieni di acqua.
Mentre tutto si allaga io combatto il freddo sotto il piumone, libro alla mano.
Ieri ho finito di leggere “L’ombra del vento”. Ho pianto come generalmente faccio coi libri che mi stregano e mi strappano dalla realtà. Risultato? Oggi nulla regge il confronto.
Ho iniziato a leggere un libro che stazionava da troppo tempo su uno scaffale: “Le valchirie” di Coelho e… come dire…?  E’ noiosissimo e io mi sento una traditrice!
Che io adoro Coelho. Ho letto diversi suoi libri ,”L’Alchimista”  anche più di una volta e penso che sia una delle mie più belle letture di sempre. Il suddetto libro tra l’altro, lo conservo come una reliquia, insieme alle sue pagine sottolineate e a quella dedica sul frontespizio che parla di Noi.
…ma le valchirie no, non mi appassionano per niente.
Così annoiata dalla lettura che potevo fare se non accendere l’elettrodomestico che amo?
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Happy Aulin

Questo post è pieno di parolacce, sappiatelo.

23 giorni dall’intervento.

Inizio a stare decisamente meglio. Oggi  per esempio sono incazzata nera.
La vita da convalescente ti fa gongolare quando sei ancora rincoglionita, quando ancora hai paura a muoverti e pensi di poterti spezzare come un grissino.
Poi passa il tempo. Vedi che non ti spezzi. Stai a riposo sì, ma dato che ancora sei viva e non sei un vegetale, qualcosa la fai. Inevitabilmente nel mentre, cade sempre qualcosa a terra. Tu non puoi piegarti, ma ormai hai ovviato la cosa senza rompere le palle a nessuno, sviluppando il piede prensile. L’altro giorno c’ho caricato mezza lavatrice così.
Roba che tra un pò inizio a dipingere col piede e trovate i miei dipinti su quei bigliettini da auguri che vi inviano a casa, con tanto di bollettino postale per un’offerta.

Sto iniziando a covare una grossa insofferenza a questo periodo di riposo, sia perchè mi sto rendendo conto che è davvero necessario (mi stanco con un nonnulla), sia perchè mi limita tanto, troppo. Come se non bastasse io odio dipendere, odio chiedere, pregare… e per un meccanismo malato nei giorni storti come questo, inizio a rispondere a suon di vaffanculo anche a chi come Lui, si prende cura di me. Sono una stronza lo so, ma la reclusione forzata per un eventuale, ipotetica, probabile, non pervenuta visita fiscale, unita all‘impossibilità di guidare sono per me una miscela esplosiva. Che è esplosa.
Tutto questo per dire che ho l’estrema necessità di fare un pò quel cazzo che mi pare. Ecco!
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Happy Halloween a voi, che potete

e un Happy Aulin a me!

è tutta colpa della sindrome premestruale, ma anche no

Sono smaniosa, insofferente er insopportabile. Mi getterei nel bidone dell’immondizia, mi abbandonerei per strada, mi sbatterei fuori casa a calci nel culo… se solo potessi.
Non mi do pace. Colpa degli ormoni, ma anche no.
Io ho dei grossi, enormi, spropositati problemi con le questioni lasciate in sospeso.A me  mandano fuori testa, generano paranoie oltre ad innescare una massiccia dose d’ansia.
Nell’ultimo periodo mi sono crogiolata nella mia convalescenza, vivendola un pò come uno stato di grazia in cui non dare precedenza a nulla che non fossi io e/o la mia salute.
Sono un’anima inquieta e tormentata però, non si fugge!
Prima o poi tutti nodi vengono al pettine.
E allora dai! Facciamoci del male Blu, dittelo cosa ti attanaglia. Dittelo e vedi di porvi rimedio! *

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prenditela morbida

I giorni passano e tutto va decisamente meglio.
Inizio quasi ad apprezzare gli aspetti meno negativi di tutta questa faccenda.
La convalescenza a casa di mammá mi ha fatto riassaporare cose che una volta erano tanto ovvie e che con il tempo non ricordavo piú.
Questa mattina sono tornata indietro a non so quanti anni fa: ho frugato nelle buste della spesa con una curiosità e una contentezza infantile, come chissá quale tesoro potessi trovare.
Durante le micro passeggiate giornaliere ho ritrovato luci, colori e odori tipicamente autunnali delle mie colline, quelle in cui sono nata e cresciuta.

Avrei voglia di fare tante cose, fin troppe, ma mi accontento di ingannare il tempo con libri, telefilm, pisolini e piccole passeggiate.
…detta così sembra quasi che sto in vacanza?!

Senza nemmeno il tempo di pensarci

Ma quanta si gente si opera ogni giorno???
Questa è la domanda che ti lascia una mattinata occupata a sbrigare esami e visite varie durante un day hospital preoperatorio.

L’ospedale si sa, è proprio un postaccio. La cosa diventa più evidente quando ti trovi stipato come bestiame in una stanzetta nel piano seminterrato dove l’aria è pesantissima e consumata, in compagnia di persone dagli acciachi e malanni più svariati mentre aspetti di fare gli esami di rito.
Per quanto se ne dica male, gli infermieri sono stati le uniche persone davvero gentili e premurose della situazione. Un’infermiera preoccupata del fatto che non fossi del loco, mi ha fornito una piantina dell’ospedale, segnandomi addirittura con numeri e linee i vari spostamenti all’interno del plesso ospedaliero che non è di certo una metropoli.
Tutt’altra storia la dottoressa che ha preparato la mia cartella clinica. Operandomi il primario era facile prevedere che quella mattina lui non sarebbe stato lì, ma il caso ha voluto che beccassi proprio la più stronza e antipatica del suo staff. A dir poco nauseante  la scenetta di lei con l’infermiera-schiava-leccaculo che la assecondava sempre e comunque.

Senza nemmeno avere il tempo per pensarci lunedì mi ricoverano e mi operano.
Io stranamente, la sto vivendo con una surreale semi-tranquillità.
L’unica cosa che per ora davvero mi preoccupa è il fatto che sarò cosciente in sala operatoria e spero di riuscire a comportarmi in maniera dignitosa senza dare di matto.

missioni impossibili

I giorni passano. Mercoledì è quasi arrivato.
Finalmente saprò quando avverrà la mia vacanza premio in ospedale, duramente guadagnata dopo un’estate d’inferno.
La comprata di mutande e biancheria varia è stata fatta.
Il mega raffreddore che poteva minacciare il soggiorno ospedaliero, sembra essere quasi arginato.
Nella lista delle cose da fare mancano ancora una visita di controllo per un altro problema (che io non mi faccio mancare niente) e questo benedetto orario scolastico da rendere definitivo se Dio vuole, per poi passarlo a chi mi rimpiazzerà.
Fatto tutto ciò, potrei pure eclissarmi in pace.

Ce la farò?
Me lo concederanno il tempo necessario per farcela?

Welcome autumn

Non vorrei mettermi ad elencare gli svariati problemi di salute che ho, tanto meno tutti medici specialisti che ho consultato negli ultimi tre mesi… ma è evidente, devo avere una qualche forma di allergia alla vita! 

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Questo fine settimana, è il turno delle placche, amabilmente individuate questa mattina dal medico in servizio alla guardia medica, dopo una notte d’inferno. Ora mi aspetta una bella settimana di antibiotici e tanto tanto odioso lavoro, chè qua non si può stare nemmeno male, ci sono troppe cose da fare.

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