un giorno dopo l’altro

Una vacanza toccata e fuga. La macchina che correva e mangiava km mentre la mia testa si opponeva ad un temporaneo standby. Due giorni di sole, di mare, di bei posti e di belle mangiate che quasi quasi mi stavo convincendo di vivere in quello stato di grazia che vivi solo quando sei lontano da casa, dal lavoro e dai problemi. Giusto il tempo di assaporare questa sensazione, di abbronzarsi un pò la pelle e già la sera prima della partenza il nero vischioso dei problemi era lì con me. Il viaggio del ritorno da dimenticare, tra ritardi, oggetti dimenticati, chiavi da riconsegnare, il traffico e macchine in doppia fila, nervosismo e rabbia…

Poi ci sono state le riunioni, le riunioni farsa. Perchè siamo finiti in cassa integrazione? Domanda a cui non avremo mai una chiara risposta. Quello che è necessario capire è che: ognuno pensa solo ai suoi interessi e non scorge nient’altro all’orizzonte,  massima che ce c’è stata ancor meglio dimostrata dal sindacato.

Sono seguiti giorni lievi e insostenibili. La preparazione di un maledetto vestito che mi entrasse per andare a un matrimonio. Visto il bilancio familiare era assolutamente da evitare, ma l’invito era stato accettato prima della cara cassa integrazione … Tutto sommato è stata una bella giornata in compagnia delle mie compagne di liceo. Una giornata afosa ma in allegria in cui ho chiacchierato, riso e ballato, peccato però che la mia sciatica non si è divertita così tanto e ora me la sta facendo pagare con gli interessi.

Insomma si sopravvive,

male,

ma si sopravvive

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