procedere senza avanzare

Arrivi e partenze, spostamenti, perdite, gioie, cambiamenti, novità. C’è di tutto intorno a me, che guardo, sento, ascolto, percepisco, vedo vivere…una spettatrice perfetta io.
La casetta bella e spazionsa tanto desiderata ha lasciato spazio ad un magazzino. Invasione non prevista, non voluta, dettata da fatti che non si augurerebbero …ma sempre invasione.
L’estate si avvicina e apre la solita enorme ignognita lavorativa che può solo essere affrontata con inerzia, procedendo fino al margine della voragine…

Ci vorrebbero progetti, voglia di fare, cose da organizzare, date da fissare e tanta gioia di vivere che si nasconde davvero bene  nel quotidiano in cui c’è il lavoro, la cena da prepare, i piatti da lavare, lo stendino da liberare, ….

Uno sprizzo, una scintilla, un piccolo brio.
Basterebbe poco.

“Casalinghitudine”: gioie e dolori

Vivo con il casalingo più puntiglioso, petulante, pretenzioso e perfettino che ci possa essere.
Mi spodesta continuamente nel ruolo di angelo del focolare.

La spesa , le pulizie, l’organizzazione della casa… come la sa fare lui nessuno mai e forse é anche vero, eh.
Una fortuna?!

Magari si, se non mi bacchettasse continuamente.
A parte il vantaggio di non dover pulire i pavimenti il resto é solo frustrazione/ estromissione.

Non ci possono essere “due prime donne” in una casa!!!

Il 21 si avvicina e il Natale è alle porte!

Il 21 si avvicina e sarà la fine!
Non saranno i maya a distruggermi no, loro sono morti e sepolti poracci.
Venerdì 21 per me sarà il delirio.
Oltre ai vorticosi giri che dovrò fare per lavoro,  alle ore libere quasi assenti durante ogni giornata, alla casa che forse non è più posseduta (ma non voglio dirlo troppo forte), oltre allo yogurt… Si, si ho scritto yogurt è proprio così. Io per riempirmi quei dieci minuti liberi che ho al giorno ho iniziato a fare lo yogurt quotidianamente. Forse inzio a pentirmi di aver accolto nella mia casa già infestata le bestie come le chiama Lui, ovvero dei fermenti lattici non vivi, vivissimi. Insomma dicevo… oltre a gestire la mia normale giornaliera baraonda inzierò, accredito di stipendio permettendo, la mia personalissima grande corsa ai regali di Natale. Non ho idea di cosa regalare, ma soprattutto ciò che mi spaventa di più sono gli scaffali vuoti. OdddioooNonCiVoglioPensare!
Già sento il senso di vertigine che mi assale, ma non paga del tanto sbattimento che mi aspetta, ho deciso che quest’anno i pensierini che di solito faccio a chi per varie ragioni incontro ogni giorno, saranno sostituiti da dolci pacchettini. Dolci, proprio così.
Biscottosi per la precisione. Non i soliti fatti con le formine natalizie e decorati con glassa, che io tutto sto tempo per fare ghirigori non ce l’ho!
Sono molto combattuta. Non so se sfornare 2 tonnellate di cookies chips, tanto buoni e perfetti per il Natale (nei film tutti i bimbi non lasciano a Santa Claus proprio quelli insieme ad un bicchiere di latte?) o se sfornare altrettante tonnellate di abbracci, pannosamente friabili, più composti ed eleganti.
Si accettano consigli!

ma lasciala andare come va come deve andare

La nostra casetta si sta autodistruggendo.
C’è un infiltrazione, causata da non si sa cosa che fa si che sui nostri fornelli, tramite la cappa, piova acqua a secchiate. Sono venuti a fare i lavori un paio di volte e il risultato è stato che mercoledì scorso sono rientrata a casa e ho trovato un particolare scintillio natalizio: stava andando tutto  in corto circuito. La luce sopra i fornelli si accendeva da sola e c’era un inquietante zZzZzZ di sottofondo. E dire che quella doveva essere la mia sera di singletudine beata che dovevo trascorrere smangiucchiando  patatine, sfornando di biscotti e rilassandomi con un bel gommage…ma questa è un’altra storia.
Santo subito il mio babbo che mi ha salvata, staccando i fili di quelli che erano ormai interruttori fumanti e quasi bruciati.
Oggi poi è sorto un nuovo guasto: dallo sciacquone non esce acqua.
Così, improvvisamente.
A parte la rottura inevitabile del vivere in tale tugurio mi viene tanto da dire: -“Ma sìì, chi se ne frega… Che andasse tutto alla malora, tanto non è casa nostra!”
Sarò scema, ma da quando due settimane fa, ho ripreso una vita “normale” me ne frego continuamente di tutto e non è un modo di prendere le cose con filosofia, è pigrizia.
Non ho voglia di arrabbiarmi, non ho voglia di sobbarcarmi impegni o responsabilità che farebbero di me una super, non ho voglia di spacciarmi a tutti costi come quella unica ed insostituibile come era mio solito fare.
Ho riacquistato la misura umana di me e mi ci cullo.
Intanto fra un guasto e l’altro la nostra minuscola e sgarrupata casetta ha preso le vesti natalizie. Mancano solo i regali sotto l’albero…
Quest’anno per la prima volta in vita mia mi riduco non all’ultimo, ma all’ultimissimo.
Nel week end mi aspetta un tour de force allucinante.
Che la forza sia con me!

Ogni volta che alzo le coperte faccio volare il telecomando …diventerò una campionessa di lancio del telecomando

Due settimane e due giorni dall’intervento.

Faccio decisamente fatica a stare ferma, ma ci sto mettendo impegno. Giro ancora col mio sexy corsetto elastico. Ormai la nostra è una relazione morbosa. Io non so fare a meno di lui specie quando infilzandomi la schiena con le sue stecche, mi frena dal fare cazzate.
Sto venendo sommersa di regalini e regaletti.
Ieri è arrivata lei.Io la adoro.
Tra una visita e l’altra sto leggendo libri, tanti libri e non mi sembra vero di avere tutto questo tempo per farlo.

Lui è il mio fedele compagno. Quando smetto di girare per casa per stare distesa a letto, ogni tanto arriva annunciandomi il suo ingresso con un gru gru . Da una controllata alla stanza, sia mai ci fosse qualche novità e poi resta a farmi compagnia appollaiandosi sul comodino o piazzandosi davanti allo schermo della tv. Qualche volta viene pure ad implorare cibo miagolando a squarcia gola (nonostante Lui ogni mattina gli riempia la ciotola), poi mi guarda, forse capisce e si placa.Tutto questo sempre che abbia finito di giocare con un elastico che mi è caduto giorni fa e che lui ha pensato bene di rubare. Ormai è il suo gioco preferito e ci scorrazza per tutta casa.