Sunflower

Il girasole è sbocciato regalandomi delle inaspettate stelline!

Certo questo girasolino non è grande e rigoglioso come quello dell’anno scorso quando si era del tutto nel periodo della rinascita, ma ce l’abbiamo fatta!  Che si poteva pretendere quest’anno? Mal di schiena che va avanti da aprile, subentro della tanto crudele sciatica, annuncio e immediato ingresso nel magico mondo dei cassa integrati proprio quando festeggi un anno dall’uscita di casa dei genitori, infiltrazioni di ossigeno-azoto e analgesici di vario tipo mescolati a mo’ di cocktail (su indicazione del medico!)… ma ci siamo e siamo in grado di fiorire.

e tutto sembra surreale

Vivo giorni surreali

Ogni tanto mi fermo a pensare a quello che ho fatto ieri e l’altro ieri e l’altro ieri ancora… e mi viene da chiedermi se i miei ricordi si rifanno a qualcosa di reale o se è stato solo un sogno. Il fatto è che non ho fatto un bel niente e intanto luglio, il Mio Luglio è arrivato e tutto scorre su un binario languido e malinconico.

Cerco di fare del mio meglio, di non lamentarmi tanto, nostante la mia personale tortura fisica, a fatica si tiene a bada. Cerco di essere buona, bella e brava, ma trovo che la cosa non mi riesca abbastanza. Cerco contatto e vicinanza smaniosamente, riuscendo solo ad ottenere un Lui irritato e indispettito. Cerco di rompere i silenzi con delicatezza e mi sento un elefante in una cristalleria. Cerco di non pensare troppo alla situazione in cui ci troviamo nonostante, in maniera silente, galleggi nell’aria.

Cerco, cerco, cerco…e non arrivo a niente, ma mi soprendo di non aver già iniziato a vacillare.

un giorno dopo l’altro

Una vacanza toccata e fuga. La macchina che correva e mangiava km mentre la mia testa si opponeva ad un temporaneo standby. Due giorni di sole, di mare, di bei posti e di belle mangiate che quasi quasi mi stavo convincendo di vivere in quello stato di grazia che vivi solo quando sei lontano da casa, dal lavoro e dai problemi. Giusto il tempo di assaporare questa sensazione, di abbronzarsi un pò la pelle e già la sera prima della partenza il nero vischioso dei problemi era lì con me. Il viaggio del ritorno da dimenticare, tra ritardi, oggetti dimenticati, chiavi da riconsegnare, il traffico e macchine in doppia fila, nervosismo e rabbia…

Poi ci sono state le riunioni, le riunioni farsa. Perchè siamo finiti in cassa integrazione? Domanda a cui non avremo mai una chiara risposta. Quello che è necessario capire è che: ognuno pensa solo ai suoi interessi e non scorge nient’altro all’orizzonte,  massima che ce c’è stata ancor meglio dimostrata dal sindacato.

Sono seguiti giorni lievi e insostenibili. La preparazione di un maledetto vestito che mi entrasse per andare a un matrimonio. Visto il bilancio familiare era assolutamente da evitare, ma l’invito era stato accettato prima della cara cassa integrazione … Tutto sommato è stata una bella giornata in compagnia delle mie compagne di liceo. Una giornata afosa ma in allegria in cui ho chiacchierato, riso e ballato, peccato però che la mia sciatica non si è divertita così tanto e ora me la sta facendo pagare con gli interessi.

Insomma si sopravvive,

male,

ma si sopravvive

Che cos’è successo?

Erano giorni che dentro di me si smuoveva una sensazione strana. Era come sentire una specie di languidità allo stomaco, un senso di inquietudine,era il susseguirsi di una serie di pensieri confusi che davano il sentore che qualcosa di brutto stava arrivando. E poi il mal di schiena, doloroso e tormentante.

Una successione di sensazioni, pensieri e dolori fisici già vissuti e poi eccolo: l’evento nefasto che si materializza.

La mia testolina aveva già iniziato a immaginare scenari infausti dei più disparati, ma questo no, non me lo aspettavo proprio.

Da domani il mio fututo lavorativo (già abbastanza sfigato se la vogliamo dire tutta) diventa più che incerto e nella più rosea delle ipotesi SemplicementeBlu diventa una lavoratrice in cassa integrazione, per un periodo limitato dicono, ma chi ci può credere?