Anti-stress

L’inps è il Male. Rovina le giornate, i mesi, l’esistenza!
Da mercoledì mi fa correre a destra e sinistra tra un ufficio e l’altro, il tutto sempre durante l’ora d’aria (stile carcere) dalle 8 alle 10. Sì perchè i suoi uffici sono aperti solo la mattina e danno udienza dalle 8:45 e se becchi il momento di calca, ciao tanti saluti si torna domani. Maledetta inps, sempre tu sia maledetta!
Ieri come ho già ampliamente raccontato ero furibonda.
Neppure l’aver abbandonato l’acido impiegato  ancora parlante nel suo monologo di insulse spiegazioni sbattendo la porta dietro le spalle, mi aveva dato un minimo di soddisfazione.
Il pomeriggio  sola, da passare in trepidante attesa di un eventuale, ipotetica, possibile visita fiscale si presentava lunghissimo. Avevo l’impellente bisogno di fare qualcosa, distrarmi, sedarmi in qualche modo e trovare un briciolo di soddisfazione.
Allora l’ho rifatto, perchè per me non c’è antistress migliore al mondo. Ho impastato.

Per la ricetta…

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Sempre sia Maledetta l’Inps

sottotitolo – l’inps colpisce ancora… e pensare che i falsi invalidi, in Italia girano indisturbati

Ho subito un intervento chirurgico: discectomia ed erniectomia L5-S1.
Ovviamente sono in malattia. Da più di un mese.
Reclusione forzata ogni giorno dalle 10:00 alle 12:00, dalle 17:00 alle 19:00.
Le prime settimane dopo l’intervento, punti di sutura e ferita fresca richiedevano riposo assoluto e annullavano qualsiasi necessità/desiderio di spostamento.
Arrivati al momento delle prime passeggiate consigliate dai medici come primo step di riabilitazione, sono stata costretta ad uscire di casa per passeggiare dopo le 19 con il buio e i lupi, perchè nessuno poteva accompagnarmi e io avevo il divieto di guidare.
Passato un mese dall’intervento, in base alle indicazioni del foglio di dimissione  e successiva visita fisiatrica sto iniziando un percorso di fisiokinesiterapia (che sta ad indicare rieducazione motoria/massaggi/manipolazioni).
Ovviamente le persone preposte a suddette terapie, siano professionisti del privato o del pubblico, se ne sbattano altamente della presenza di fasce orarie di reperibilità e così danno appuntamenti di terapie anche richieste con prescrizione medica urgente, quando possono.
Risultato? Mercoledì ero andata dal chiropratico, nella CittadellaSalvezza, che non è precisamente sotto casa, ma richiede un tragitto in auto di circa tre quarti d’ora… e non è venuto quello stronzo della visita fiscale?!
Il suddetto controllore ha avuto anche premura di lasciarmi una graziosa lettera nella cassetta della posta… Qui si apre un’odissea ancora irrisolta e chissà se mai si risolverà.
Con la meravigliosa lettera dello stronzo sono stata invitata a visita di controllo medico-legale presso l’asur dove non c’è manco un cazzo di cartello per capire “da che santo devi andarti a raccomandare”. Inutile dire che sono salita e scesa millemila volte i piani di quel maledetto edificio, per capire chi mi dovesse dare udienza. Trovata la porta giusta e compilati inutili fogli, la dottoressa, imperatrice indiscussa dell’ufficio, se ne esce con: “Abbiamo risolto la questione a livello sanitario, ora però lei deve andare all’inps a presentare il certificato che giustifichi la sua assenza”.
Non vi dico il rodimento di culo, che oltre tutto io ancora non guido e mi devo far continuamente scortare a destra e a manca. La cosa ha pure generato liti furibonde in casa, perchè pare mi dovessi opporre a tale indicazione (eccerto! che io sono una malata speciale e le norme previste le cambiano per me!).
Questo però era zucchero gente mia, uno zuccherino.
Stamattina vado all’inps con certificati di giustificazione e documenti vari. Prendo tutti i numerini previsti per diversi sportelli che tanto in quegli uffici non ci si capisce un cazzo e non lo sanno manco loro con chi devi parlare! Primo sportello sbagliato non è sua competenza, poi finalmente becco lo sportello giusto. Uno dei soliti impiegati acidi fino al midollo mi fa presente che mancano altri documenti per poter giustificare la mia assenza davanti all’altissima inps per una terapia in ambulatorio privato, pena la perdita dell’indennità di malattia.

Ora devo:
1) farmi fare un certificato dal medico di base in cui si scrive che io devo fare le terapie per cui non mi hanno trovato a casa, perchè il foglio di dimissione in cui c’è questa indicazione non vale un cazzo;
2) ritornare nella CittàdellaSalvezza e farmi fare dal chiropratico una dichiarazione attestante giorno e ora della terapia effettuata, che tra l’altro ho già ma non basta perchè deve essere indicato anche  l’orario di apertura al pubblico, l’impossibilità di effettuare la prestazione in orari diversi da quelli compresi negli orari di reperibilità e pure quanti peli nel culo ha sto terapista!
3)portare tutto al simpatico impiegato, sperando che tutti quei fogli siano di suo gradimento.

CIOE’???  Io sarei in malattia per riposo e cure e invece voi inps dimmerda, istituto nazionale previdenza sociale, mi mettete in croce e mi fate venire l’esaurimento nervoso?!
Ma andate a rompere le palle a chi sul certificato c’ha scritto cefalea o virus intestinale… IO MI SONO OPERATA, cazzo!

 

N.B.: se le terapie/visite mediche vengono fatte in ambulatorio pubblico o in ospedale è neccessario un semplice foglietto di carta con giustificazione timbrata e firmata da un medico/terapista qualsiasi. Loro sono ritenuti personaggi degni fiducia e rispetto…