ma lasciala andare come va come deve andare

La nostra casetta si sta autodistruggendo.
C’è un infiltrazione, causata da non si sa cosa che fa si che sui nostri fornelli, tramite la cappa, piova acqua a secchiate. Sono venuti a fare i lavori un paio di volte e il risultato è stato che mercoledì scorso sono rientrata a casa e ho trovato un particolare scintillio natalizio: stava andando tutto  in corto circuito. La luce sopra i fornelli si accendeva da sola e c’era un inquietante zZzZzZ di sottofondo. E dire che quella doveva essere la mia sera di singletudine beata che dovevo trascorrere smangiucchiando  patatine, sfornando di biscotti e rilassandomi con un bel gommage…ma questa è un’altra storia.
Santo subito il mio babbo che mi ha salvata, staccando i fili di quelli che erano ormai interruttori fumanti e quasi bruciati.
Oggi poi è sorto un nuovo guasto: dallo sciacquone non esce acqua.
Così, improvvisamente.
A parte la rottura inevitabile del vivere in tale tugurio mi viene tanto da dire: -“Ma sìì, chi se ne frega… Che andasse tutto alla malora, tanto non è casa nostra!”
Sarò scema, ma da quando due settimane fa, ho ripreso una vita “normale” me ne frego continuamente di tutto e non è un modo di prendere le cose con filosofia, è pigrizia.
Non ho voglia di arrabbiarmi, non ho voglia di sobbarcarmi impegni o responsabilità che farebbero di me una super, non ho voglia di spacciarmi a tutti costi come quella unica ed insostituibile come era mio solito fare.
Ho riacquistato la misura umana di me e mi ci cullo.
Intanto fra un guasto e l’altro la nostra minuscola e sgarrupata casetta ha preso le vesti natalizie. Mancano solo i regali sotto l’albero…
Quest’anno per la prima volta in vita mia mi riduco non all’ultimo, ma all’ultimissimo.
Nel week end mi aspetta un tour de force allucinante.
Che la forza sia con me!

Faccio cose, vedo gente… e che gente!

Quattro anni fa successe il fattaccio.
Da allora si alternano periodi si e periodi no; da aprile sono nel pieno di un super periodo no. Dopo aver sopportato atroci sofferenze, circa un mesetto fa, ho iniziato a frequentare uno studio medico in cui ho trovato il mio salvatore, un dottore che bacerei dalla testa ai piedi se solo riuscissi a non pensare che una volta pagate le terapie, il mio conto corrente sarà prosciugato. Ma lasciamo perdere va! Dicevo… ogni settimana vado gioiosissima in ambulatorio a farmi infilzare con siringoni di vario tipo (faccio l’ozono terapia!) e mi accingo paziente ad aspettare il mio turno seduta nella piccola sala d’aspetto dove di volta in  volta faccio nuove amicizie perchè tutti sono curiosi di sapere perchè io così giovane sono lì: sono l’intrusa della situazione!
Loro sono tutti ultra sessantenni. C’è  il vecchietto che si fa le infiltrazioni per via del tunnel carpale, la vecchietta grassottela col ginocchio andato, il signore attempato con l’infiammazione alla spalla, e vari altri vetusti signori con una o più articolazioni sfasciate.
La nuova amica conosciuta oggi aveva il mio stesso problema: la malefica ernia discale. Inutile dire che è stato amore a prima vista. Ci siamo raccontate i dolori atroci. Abbiamo parlato di quanto faccia male la gamba con la sciatalgia, di quanto tiri qua e qua e là il nervo, dell’operazione che tutti spacciano come panacea e che invece no, lei l’ha fatta e non è servita nulla, degli antidolorifici, dei medici da cui farsi visitare… Io ancora neanche trenta anni, lei approssimativamente settantacinque ed un’affinità disarmante.

Certo che queste son cose… ma se  hai 28 anni e acciacchi da 82enne capita.
Capita anche questo.

Sunflower

Il girasole è sbocciato regalandomi delle inaspettate stelline!

Certo questo girasolino non è grande e rigoglioso come quello dell’anno scorso quando si era del tutto nel periodo della rinascita, ma ce l’abbiamo fatta!  Che si poteva pretendere quest’anno? Mal di schiena che va avanti da aprile, subentro della tanto crudele sciatica, annuncio e immediato ingresso nel magico mondo dei cassa integrati proprio quando festeggi un anno dall’uscita di casa dei genitori, infiltrazioni di ossigeno-azoto e analgesici di vario tipo mescolati a mo’ di cocktail (su indicazione del medico!)… ma ci siamo e siamo in grado di fiorire.