Happy Aulin

Questo post è pieno di parolacce, sappiatelo.

23 giorni dall’intervento.

Inizio a stare decisamente meglio. Oggi  per esempio sono incazzata nera.
La vita da convalescente ti fa gongolare quando sei ancora rincoglionita, quando ancora hai paura a muoverti e pensi di poterti spezzare come un grissino.
Poi passa il tempo. Vedi che non ti spezzi. Stai a riposo sì, ma dato che ancora sei viva e non sei un vegetale, qualcosa la fai. Inevitabilmente nel mentre, cade sempre qualcosa a terra. Tu non puoi piegarti, ma ormai hai ovviato la cosa senza rompere le palle a nessuno, sviluppando il piede prensile. L’altro giorno c’ho caricato mezza lavatrice così.
Roba che tra un pò inizio a dipingere col piede e trovate i miei dipinti su quei bigliettini da auguri che vi inviano a casa, con tanto di bollettino postale per un’offerta.

Sto iniziando a covare una grossa insofferenza a questo periodo di riposo, sia perchè mi sto rendendo conto che è davvero necessario (mi stanco con un nonnulla), sia perchè mi limita tanto, troppo. Come se non bastasse io odio dipendere, odio chiedere, pregare… e per un meccanismo malato nei giorni storti come questo, inizio a rispondere a suon di vaffanculo anche a chi come Lui, si prende cura di me. Sono una stronza lo so, ma la reclusione forzata per un eventuale, ipotetica, probabile, non pervenuta visita fiscale, unita all‘impossibilità di guidare sono per me una miscela esplosiva. Che è esplosa.
Tutto questo per dire che ho l’estrema necessità di fare un pò quel cazzo che mi pare. Ecco!
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Happy Halloween a voi, che potete

e un Happy Aulin a me!

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e la chiamano estate

La sveglia. Mix di antidolorifici per affrontare la giornata. Inaspettati cambi di programma. Il traffico. Un fiume di gente fra le bancarelle del mercato. Gente che ride, compra, chiacchiera. Il caldo infernale e appiccicoso. Opinioni ottimiste  di chi guarda le cose con gli occhi e le orecchie foderate di prosciutto. Il pieno da fare. Un pranzo veloce per poi sprofondare nelle scartoffie di un lavoro che mi ha lasciato (temporaneamente dicono) col culo per terra. Ancora due ore di lavoro: vai qui, vai là, fa questo, fa quello… Vai a fare la spesa. Passa a prelevare i soldi per fare il pieno. Prepara la cena. Ritira i panni dallo stendino. Piega tutto. Annaffia i vasi. E poi ancora un tuffo nelle scartoffie inutili del lavoro.

Una giornata di insoffernza totale,  in cui  tutte le ore trascorse sembra di averle passate tuo malgrado, all’interno di un inarrestabile frullatore.

Una giornata in cui fare quel che si deve fare. Una giornata in cui la cosa ti schiaccia  e ti sbatte in faccia solo i limiti  e gli ostacoli dell’attuale situazione.

Nessun entusiasmo per questo “magico” periodo…l’estate, quella stagione che hai sempre pensato potesse regalarti belle sorprese.

Luglio col bene che ti voglio….