io speriamo che me la cavo


Vigialia dell’inzio dell’anno scolastico.
Una sera in cui generalmente faccio fatica ad addormentarmi perchè sono emozionata come una bambina al primo giorno di scuola, anche se ormai sono anni che mi ritrovo ad essere “dall’altra parte della cattedra”.
Da quando faccio questo lavoro, in questo periodo sprizzo energia da tutti i pori, sono propositiva, felice e piena di entusiasmo.

Continua a leggere

e la chiamano estate

La sveglia. Mix di antidolorifici per affrontare la giornata. Inaspettati cambi di programma. Il traffico. Un fiume di gente fra le bancarelle del mercato. Gente che ride, compra, chiacchiera. Il caldo infernale e appiccicoso. Opinioni ottimiste  di chi guarda le cose con gli occhi e le orecchie foderate di prosciutto. Il pieno da fare. Un pranzo veloce per poi sprofondare nelle scartoffie di un lavoro che mi ha lasciato (temporaneamente dicono) col culo per terra. Ancora due ore di lavoro: vai qui, vai là, fa questo, fa quello… Vai a fare la spesa. Passa a prelevare i soldi per fare il pieno. Prepara la cena. Ritira i panni dallo stendino. Piega tutto. Annaffia i vasi. E poi ancora un tuffo nelle scartoffie inutili del lavoro.

Una giornata di insoffernza totale,  in cui  tutte le ore trascorse sembra di averle passate tuo malgrado, all’interno di un inarrestabile frullatore.

Una giornata in cui fare quel che si deve fare. Una giornata in cui la cosa ti schiaccia  e ti sbatte in faccia solo i limiti  e gli ostacoli dell’attuale situazione.

Nessun entusiasmo per questo “magico” periodo…l’estate, quella stagione che hai sempre pensato potesse regalarti belle sorprese.

Luglio col bene che ti voglio….

 

e tutto sembra surreale

Vivo giorni surreali

Ogni tanto mi fermo a pensare a quello che ho fatto ieri e l’altro ieri e l’altro ieri ancora… e mi viene da chiedermi se i miei ricordi si rifanno a qualcosa di reale o se è stato solo un sogno. Il fatto è che non ho fatto un bel niente e intanto luglio, il Mio Luglio è arrivato e tutto scorre su un binario languido e malinconico.

Cerco di fare del mio meglio, di non lamentarmi tanto, nostante la mia personale tortura fisica, a fatica si tiene a bada. Cerco di essere buona, bella e brava, ma trovo che la cosa non mi riesca abbastanza. Cerco contatto e vicinanza smaniosamente, riuscendo solo ad ottenere un Lui irritato e indispettito. Cerco di rompere i silenzi con delicatezza e mi sento un elefante in una cristalleria. Cerco di non pensare troppo alla situazione in cui ci troviamo nonostante, in maniera silente, galleggi nell’aria.

Cerco, cerco, cerco…e non arrivo a niente, ma mi soprendo di non aver già iniziato a vacillare.