Delirio di vacanza #1

Dormire fino le 10 passate.
Pranzare semplicemente sedendosi a tavola.
Mare.
Racconti e regali freschi freschi da Minorca.
Un nokia fighissimo tutto per me. Un windows phone, social all’ennesima potenza, con una memoria immensa da cazzeggiarci fino allo sfinimento… e la brillante idea di passare a Tim che a prezzi modici ti garantisce 2 giga di rete quasi inutilizzabili. Roba di peer to peer…, socket…, servizio push e non so che altra diavoleria. In poche parole applicazioni come whatsapp, viber, insomma cose per cui uno vuole internet sempre sul cellulare NON FUNZIONANO!
…come non  potevo sperimentare questa nuova e inimmaginata rottura di coglioni???  No, non potevo proprio, per cui ora non mi resta che decidere: abbandono il windows phone (che pare simpatizzare poco con tim) o sfanculo la tim.
Nei prossimi giorni l’ardua sentenza.

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Di libri, giornate piovose e crostate

Piove, piove e poi ripiove. Insomma si sta rintanati in casa.
Mi giunge voce che qua, il mare s’è mangiato interi pezzi di spiaggia e che varie auto sono rimaste bloccate nei sottopassaggi pieni di acqua.
Mentre tutto si allaga io combatto il freddo sotto il piumone, libro alla mano.
Ieri ho finito di leggere “L’ombra del vento”. Ho pianto come generalmente faccio coi libri che mi stregano e mi strappano dalla realtà. Risultato? Oggi nulla regge il confronto.
Ho iniziato a leggere un libro che stazionava da troppo tempo su uno scaffale: “Le valchirie” di Coelho e… come dire…?  E’ noiosissimo e io mi sento una traditrice!
Che io adoro Coelho. Ho letto diversi suoi libri ,”L’Alchimista”  anche più di una volta e penso che sia una delle mie più belle letture di sempre. Il suddetto libro tra l’altro, lo conservo come una reliquia, insieme alle sue pagine sottolineate e a quella dedica sul frontespizio che parla di Noi.
…ma le valchirie no, non mi appassionano per niente.
Così annoiata dalla lettura che potevo fare se non accendere l’elettrodomestico che amo?
Continua a leggere

Se sopravvivo a quest’estate o divento atea o programmo una capatina a Lourdes

Sveglia dalle sei e trenta.

Dieci ore di sonno dopo una giornata terrificante: una mattina passata con una ragazzina isterica e prepotente che vuol avere ragione sempre e solo lei, un pranzo veloce per poi tuffarsi in un pomeriggio prurigginoso con Minnie rincoglionita più che mai, nel bel mezzo di una versione rivisitata dei giochi senza frontiere all’oratorio. Inutile dire che alle diociotto e trenta quando ancora nessuno arrivava a ritirare Minnie io stavo morendo di caldo, la mia testa stava esplodendo e la mia gamba malandata inziava a bestemmiare in tutte le lingue, ma non finisce qua! Finalmente libera e lontana da nani di ogni età saltellanti e urlanti, musica da acr sparata a tutto volume arrivo alla mia macchina che no, non ha proprio alcuna intenzione di mettersi in moto e dire che è stata dal meccanico meno di una settimana fa.
Intrattengo meravigliosamente il vecchietto che sta seduto davanti casa vicino al mio rottame e all’ennesimo tentativo alzo bandiera bianca e chiamo Lui.
Vengo raccattata, ma dimentico in auto il prezioso materiale di cui Lui non poteva fare a meno ( le cartine per le sigarette!) e scoppia la lite furibonda!
La testa mi pulsa, presto esploderà. Sono quasi le venti e sto soccombendo (o forse l’ho già fatto!), me ne vado a letto senza cena così come mi trovo, ansiosa di cadere nel temporaneo oblio del sonno.

Oggi la macchina è ancora là, stamattina non dovevo lavorare e volevo andare al mare ma ovviamente non posso farlo.
Al momento non c’è nessuno che possa portarmi a vedere se quella stronza di macchina magari ha cambiato idea e adesso ha voglia di accendersi. Alle quindici devo andare a lavorare e mi toccherà chiedere in prestito la macchina a Lui (cosa che vorrei evitare con tutta me stessa).

Vorrei essere positiva e dire che spero che questa giornata mi sorprenda. Non lo farò. Non vorrei che la cosa urtasse chi da lassù ultimamente non ha pietà di me.

un giorno dopo l’altro

Una vacanza toccata e fuga. La macchina che correva e mangiava km mentre la mia testa si opponeva ad un temporaneo standby. Due giorni di sole, di mare, di bei posti e di belle mangiate che quasi quasi mi stavo convincendo di vivere in quello stato di grazia che vivi solo quando sei lontano da casa, dal lavoro e dai problemi. Giusto il tempo di assaporare questa sensazione, di abbronzarsi un pò la pelle e già la sera prima della partenza il nero vischioso dei problemi era lì con me. Il viaggio del ritorno da dimenticare, tra ritardi, oggetti dimenticati, chiavi da riconsegnare, il traffico e macchine in doppia fila, nervosismo e rabbia…

Poi ci sono state le riunioni, le riunioni farsa. Perchè siamo finiti in cassa integrazione? Domanda a cui non avremo mai una chiara risposta. Quello che è necessario capire è che: ognuno pensa solo ai suoi interessi e non scorge nient’altro all’orizzonte,  massima che ce c’è stata ancor meglio dimostrata dal sindacato.

Sono seguiti giorni lievi e insostenibili. La preparazione di un maledetto vestito che mi entrasse per andare a un matrimonio. Visto il bilancio familiare era assolutamente da evitare, ma l’invito era stato accettato prima della cara cassa integrazione … Tutto sommato è stata una bella giornata in compagnia delle mie compagne di liceo. Una giornata afosa ma in allegria in cui ho chiacchierato, riso e ballato, peccato però che la mia sciatica non si è divertita così tanto e ora me la sta facendo pagare con gli interessi.

Insomma si sopravvive,

male,

ma si sopravvive

pensieri random

I primi giorni al mare e quella voglia smaniosa di sentire il caldo sulla pelle.Finalmente le ultime giornate di scuola.I mesi a venire che mi attendono lì come un enorme punto interrogativo.La consapevolezza che i ritmi saranno meno serrati. La schiena che continua a martoriarmi e il dolore che sembra non voglia avere fine. Le ferie e le giornate di ozio che lentamente si avvicinano sempre di più. Litigate fuoriose in cui si fa uso di mani, parole e discorsi in modo più che disdicevole. I tramonti rosei di questi giorni e la luce soffusa ed incantevole del dopo cena. I kili di troppo che vanno persi. Il mio girasole che cresce e si irrobustisce ogni giorno di più. Il terremoto che continua a far tremare la terra e che sembra avvicinarsi. L’estate che è alle porte e che non vedevo l’ora arrivasse… e l’inquietudine che tutte questi aspetti contrastanti portano con sè.