Fai un figlio e non sarai mai solo

…non perché la vostra adorabile creatura paleserà la sua presenza nei momenti meno opportuni, nè perché non sarete più in grado di fare qualcosa in santa pace.
Non sarete più soli perché   non faranno altro che volersi intrufolare e prendere posto nel vostro idillio, nel vostro tanto desiderato sogno fattosi realtà.
Lo faranno sempre e comunque, gettandosi a capofitto nell’impresa come fosse il più eccitante e soddisfacente degli sport estremi, lo faranno senza chiedersi se sia il caso o meno, se creeranno disturbo, se sia il momento giusto oppure no, senza pensare se questi loro gesti avventati li porteranno ad essere odiati per sempre o se voi genitori ne abbiate più  o meno piacere… Oh è una una missione questa! Una questione di principio, un goal da portare a casa, una cosa che s’ha da fare!
La pupa “nuova di pacca” è patrimonio dell’umanità e in quanto tale va mostrata, esposta al pubblico, condivisa in tutto e per tutto e voi cari i miei genitori, inutili esseri di contorno, ma che fate lì in mezzo?! Scanzatevi un pò!

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I ❤ BCN

 Sagrada Familiapark guellCasa Batllo'Il gattone di BoteroSi dice che non c’è due senza tre,
io però per sicurezza i gioielli
di famiglia del gattone di Botero,
li ho toccati! 😉

Perché poi è inevitabile addomesticarsi a vicenda

Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “… piangerò”.
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno il colore del grano”.

Every cloud has a silver lining

Fisso lo schermo da troppo tempo senza scrivere niente.  Di cose ne avrei tante da dire, ma è tutto un groviglio senza capo nè coda. E’ tutto una gran matassa ingarbugliata in cui si fondono sorrisi e lacrime, belle e brutte sensazioni. Voglia di vacanza, di equilibrio, di tranquillità, e poi l’inquietudine, la precarietà, l’arrangiarsi e l’arrancare. E’ un gran intrico di emozioni, preoccupazioni, speranze e desideri. E’ un miscuglio di parole che sono vita vera nelle sue, più o meno belle sfumature.
E’ un viluppo di mare, nuvole, lavoro, sole, spese, cassa integrazione, sveglie, novità, amore, bollette e affitto, orari, amici, compagnia,  solitudine,  cene e pranzi da preparare, rabbia, gioie sciocche, scazzi,  paure, attese e speranze….

qualcuno direbbe che questa è la mia ennesima lagna, meglio non dilungarsi.

Lo senti il rumore del cuore?

La vita di tutti i giorni alza un polverone tale che i margini delle cose sfumano, si fondono e  confondono. Le giornate si consumano fra il pensiero di dover fare questo o quello. La casa che è da pulire, il lavoro che non soddisfa e le frustrazioni con cui ci fa rincasare,  il lavoro che c’è e poi non c’è più,  la lavatrice da stendere ma porca! mi sono dimenticata di farla partire, le ferie, quali ferie?!, stasera cosa cucino?, fammi dormire che domani mi devo alzare presto,…
Spesso non è chiaro a che gioco stiamo giocando, quali regole ci siamo dati. Spesso ci fossilizziamo in ruoli che ci appartengono, ma non siamo solo quello.
Spesso forse non ce la mettiamo nemmeno tutta per farci capire, per farci riconoscere, per ricordarci di noi, di dove siamo e perchè siamo arrivati qui.
…all’ennesimo litigio poi, un’illuminazione ti riporta tutto alla mente.
Ritrovi quelle sensazioni che sanno di noi, quelle che ti donano una tranquillità irreale, quelle da cui avevi perso il contatto e non riesci a capire come sia potuto accadere.
Ritrovi il senso.
Il senso immenso di me e te insieme,
che lottiamo ogni giorno,
come possiamo,
per noi.

quell’insensata voglia di equilibrio

Ci siamo!
Il sole è tornato.
Le spiaggie iniziano ad affollarsi.
La scuola è finita…
E’ arrivata. L’estate è già qui.

Svariati mojito homemade, due mezze giornate di mare, una leggerissima abbronzatura sulla pelle, concerti e belle manifestazioni in arrivo…
Fosse che non dovessi arrancare per conciliare orari e impegni  per arrivare in maniera dignitosa a fine stagione, potrei dire di essere felice.
Fosse che tutto questo cercare di arrangiarmi non mi creasse un mare di grovigli in testa, potrei dire che finalmente è arrivata la mia amata stagione.
… ma forse l’estate come il giorno del proprio compleanno, come il natale… : una volta diventati “grandi” perde il suo vecchio lieve, magico sapore.

Chi galleggia gode

Periodo di giornate calde, con la gente che si sbraca al sole e la benedetta prova costume che si fa minacciosamente sempre più vicina.
Un’aria e un sole caldi da non crederci  intervallati da cieli grigi, piogge cariche di polvere color arancio e quel sole che infame si fa vedere forte e  prepotente a fine giornata, disegnando nel cielo i suoi colori più belli.
Il lavoro, l’unica preoccupazione. Come non ci fosse altro nella vita.
I vecchi ritmi che ritornano come fantasmi dal passato con le loro solitudini, le  feste non festeggiate, le domeniche non godute, le incertezze sicure e le attese.
Galleggio.
Certo, sarebbe molto più bello nuotare.