quando tu non vuoi dormire… 

​La gravidanza è una grande avventura, un viaggio tutto personale ed unico. Impossibile raccontarlo veramente a pieno, riportarne le sfumature emozionali, i risvolti psicologici, così come le sensazioni fisiche. 

Per me è stato un periodo veramente bello, un concentrato di felicità pura e di grande, sconfinato ottimismo.

Ebbene sì, io pessimista per natura ho vissuto mesi di incredibile positività, una positività cieca e ignorante  (forse idiota).

Sembrava che nulla mi  scalfisse e che niente di male mi sarebbe potuto accadere.

Visto lo stile di vita più che salutista e la forzata astensione dall’alcool, in gravidanza puoi concederti il lusso  di ubricarti di enebrianti quantità di ormoni che fra  le varie funzioni hanno anche quella di mantenere alto, altissimo direi, l’umore della mamma.

È stato uno spasso, non si può negare! Nel mio caso poi è perdurato pure dopo: devo aver fatto davvero una bella sbornia!

Pure questa come tutte le sbornie , poi passa però e i postumi si sa non sono simpatici. Ed eccoci qua.

Siamo arrivati alla doccia gelata che col suo freddo atroce ti sveglia e non c’è ormone che tenga! I piedi sono ritornati pesantemente a terra e si ritorna nel mondo reale dove i problemi sono dietro l’angolo, dove le cose si complicano, le scadenze si avvicinano e dove non è detto che tutto vada bene.  Si aprono nuove falle che è necessario tappare, saltano fuori difettosita’ da sistemare. 

Un gennaio freddissimo questo, non solo per le temperature, un gennaio che ti costringe a ripararti in un cappotto troppo pesante da portare addosso. Con il freddo ritorna la consapevolezza che fondamentalmente siamo tutti un pò soli con noi stessi, che  ci sono mancanze che non sono state colmate e che questo e tutto quello che non va ora non è solo affar mio, ma potrebbe diventare potenziale problema pure per  dolce piccola stellina che ora brilla nel mio cielo.