Razionalità cercasi

… ed è subito sera.

Vivo di un equilibrio del tutto precario.
Non che la mia vita sia piú complicata di altre per carità anzi, probabilmente dando uno sguardo veloce a quello che si vede all’esterno, potrei risultare pure una fortunata, e per i tempi che corrono quasi da invidiare.
Il nodo della situazione sono Io, quella me che all’esterno sfugge ai più.
Vivo incessantemente in balia della mia emotività sregolata.
Alterno umori e stati d’animo ciclicamente come se la mia vita fosse scandita da stagioni emozionali. Periodi che si susseguono insieme agli sbalzi di peso e a mani con unghie più o meno martoriate dal nervosismo.Ho un’emotivitá prepotente ed eccessiva. Urge razionalità. Anche una piccola dose.
Subito!

Chi galleggia gode

Periodo di giornate calde, con la gente che si sbraca al sole e la benedetta prova costume che si fa minacciosamente sempre più vicina.
Un’aria e un sole caldi da non crederci  intervallati da cieli grigi, piogge cariche di polvere color arancio e quel sole che infame si fa vedere forte e  prepotente a fine giornata, disegnando nel cielo i suoi colori più belli.
Il lavoro, l’unica preoccupazione. Come non ci fosse altro nella vita.
I vecchi ritmi che ritornano come fantasmi dal passato con le loro solitudini, le  feste non festeggiate, le domeniche non godute, le incertezze sicure e le attese.
Galleggio.
Certo, sarebbe molto più bello nuotare.

La Primavera non bussa, lei entra sicura…


Le giornate più lunghe, il sole più caldo.
L’aria frizzantina, il cielo rosso prima di sera.
Fame di sole e spiagge che si affollano.
La primavera. Le aspettative che porta con sè, il suo traghettarci verso la regina delle stagioni: l’estate.
Passare di colpo dal piumone alle maniche corte ti scuote, ti sveglia e non lo fa solo a te. Ed eccola, eccola lì, lei. L’ansia. La mia perfida compagna di merende che fa capolino.
Impegni da incastrare, appuntamenti da prendere e da rimandare, pagamenti, programmi da fare e tecniche di sopravvivenza da organizzare strategicamente per sfangare anche questa estate, che al momento è un grande, gigantesco e minaccioso punto interrogativo.
E’ inquietudine che scorre per le vene, le mie.
Intanto il sole splende, i prati sono verdi ed in fiore, l’aria si fa tiepida e ogni tanto riesco a prendere fiato.

Riassunto delle precedenti puntate

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new season

Ho provato e riprovato a scrivere in questo mese. A causa della mancanza di ispirazione e di tempo non c’è stato proprio verso.
Marzo è stato un mese denso di incontri, impegni, decisioni, nuove spese, aspettative e notti popolate di strani sogni.
Così, mentre le giornate si allungavano e i fiori cominciavano a sbocciare, riprendevo la fisioterapia con la solita fisioterapista fancazzista di qualche mese fa, giravo per le concessionarie in cerca di preventivi accattivanti che mi convincessero a prendere un finanziamento e mettermi in testa una bella spada di damocle.
Ho rivisto amiche ex-compagne di liceo. Ci siamo trovate a riflettere sul fatto che dal diploma, son passati la bellezza di 10 anni. Abbiamo notato che fino ad ora tutte e tre condividiamo la stessa condizione lavorativa e che potremmo “serenamente” dire, ad un passo dai 30, di non aver concluso un beeep!
È stato entusismante conversare con chi vive ancora nell’ovatta di mammà e papà, non sa a quanto ammonta all’incirca un bollo e una rca auto, ma ha tanti problemi…  primo fra tutti forse, quello di farmi capire che reputa il mio investimento una follia. Tu guarda che impunita?! Io ho contribuito a far girare l’economia! Dovreste dirmi tutti grazie quando mi incontrate per strada come facevano in una vecchia pubblicità!
Che poi non è mica una passeggiata. L’acquisto di un’automobile porta con sè un grosso lavoro che non consiste solo nel sostenere rate da qui al duemiladiciotto, ma anche e sopratutto la gestione delle mie ansie, incontenibili nel loro sgattaiolare notturno.
Per non farmi mancare nulla poi, mi sono impantanata nella “sindrome da slidind doors”; credo sia propio per questo che, interprentando la sicura e piena di sè che non sono, ho iniziato a sognare gli “e se…?” della mia vita.