quando tu non vuoi dormire… 

​La gravidanza è una grande avventura, un viaggio tutto personale ed unico. Impossibile raccontarlo veramente a pieno, riportarne le sfumature emozionali, i risvolti psicologici, così come le sensazioni fisiche. 

Per me è stato un periodo veramente bello, un concentrato di felicità pura e di grande, sconfinato ottimismo.

Ebbene sì, io pessimista per natura ho vissuto mesi di incredibile positività, una positività cieca e ignorante  (forse idiota).

Sembrava che nulla mi  scalfisse e che niente di male mi sarebbe potuto accadere.

Visto lo stile di vita più che salutista e la forzata astensione dall’alcool, in gravidanza puoi concederti il lusso  di ubricarti di enebrianti quantità di ormoni che fra  le varie funzioni hanno anche quella di mantenere alto, altissimo direi, l’umore della mamma.

È stato uno spasso, non si può negare! Nel mio caso poi è perdurato pure dopo: devo aver fatto davvero una bella sbornia!

Pure questa come tutte le sbornie , poi passa però e i postumi si sa non sono simpatici. Ed eccoci qua.

Siamo arrivati alla doccia gelata che col suo freddo atroce ti sveglia e non c’è ormone che tenga! I piedi sono ritornati pesantemente a terra e si ritorna nel mondo reale dove i problemi sono dietro l’angolo, dove le cose si complicano, le scadenze si avvicinano e dove non è detto che tutto vada bene.  Si aprono nuove falle che è necessario tappare, saltano fuori difettosita’ da sistemare. 

Un gennaio freddissimo questo, non solo per le temperature, un gennaio che ti costringe a ripararti in un cappotto troppo pesante da portare addosso. Con il freddo ritorna la consapevolezza che fondamentalmente siamo tutti un pò soli con noi stessi, che  ci sono mancanze che non sono state colmate e che questo e tutto quello che non va ora non è solo affar mio, ma potrebbe diventare potenziale problema pure per  dolce piccola stellina che ora brilla nel mio cielo.

Delirio di vacanza #1

Dormire fino le 10 passate.
Pranzare semplicemente sedendosi a tavola.
Mare.
Racconti e regali freschi freschi da Minorca.
Un nokia fighissimo tutto per me. Un windows phone, social all’ennesima potenza, con una memoria immensa da cazzeggiarci fino allo sfinimento… e la brillante idea di passare a Tim che a prezzi modici ti garantisce 2 giga di rete quasi inutilizzabili. Roba di peer to peer…, socket…, servizio push e non so che altra diavoleria. In poche parole applicazioni come whatsapp, viber, insomma cose per cui uno vuole internet sempre sul cellulare NON FUNZIONANO!
…come non  potevo sperimentare questa nuova e inimmaginata rottura di coglioni???  No, non potevo proprio, per cui ora non mi resta che decidere: abbandono il windows phone (che pare simpatizzare poco con tim) o sfanculo la tim.
Nei prossimi giorni l’ardua sentenza.

Non si muove foglia che l’inps non voglia

Io che credevo di aver dato abbastanza con la sfiga. Io che speravo che le rogne mi  avrebbero risparmiato per un pò… povera illusa!!!
La regina delle sfighe è ancora qua!

Che è successo?
Niente di che. Oggi mi hanno tolto i punti. Giá pregustavo il ritorno nella mia casina invece sono agli arresti domiciliari da mammà. In ospedale mi hanno fatto il certificato di malattia con l’indirizzo della mia residenza e alla richiesta di modificarlo il mio medico dice che non se pó fa o quantomeno lui non può. Non si sa bene ora quali mari e monti dovrò smuovere per riuscire a spostarmi nella mia minuscola casetta.
Sono furibonda! Maledetta inps e tutti i suoi call center del piffero pieno di amebi ruminanti chewingum ed incompetenti.

Domani mi aspetta una lunga mattinata di telefonate, fanculo.

Diciamocelo

Sono un pò di giorni che cerco di mentire a me stessa. Fingo di non sentire nulla anche se so benissimo che non è normale avere di tanto in tanto, la sensazione che i propri organi  interni si appallottino e si compattino in un blocco unico.
Nelle mie vene scorre e pulsa ansia. Inutile nasconderlo.
Sono stressatissima. In ambito lavorativo ci saranno cambiamenti dettati da quella che è stata una mia scelta e come si sa “chi lascia la strada vecchia per quella nuova,sa quel che lascia ma non sa quel che trova”. Ovviamente la mia decisione ricadrà su altri che pretenderanno spiegazioni, almeno come ultimo atto della prepotenza con cui si sono sempre relazionati a me.
La mia schiena sfasciata mi condanna a sopportare una sciatalgia micidiale da mesi. E non passa, non vuole passare. E io non so che fare, non so da chi farmi vedere. Non so come farmi curare. Non so se mi dovrò operare quella maledetta ernia. Tutti mi dicono tutto e il contrario di tutto: propongono cure senza nemmeno vedere referti, fanno diagnosi e prevedono un intervento senza averne la competenza… intanto io sento dolore da mesi e mi trascino a lavoro (e cito solo il lavoro perchè faccio solo questo, la mia vita è azzerata) zoppicando come un’ inferma e stando ben lontana dalla boccetta dell’antidolorifico, chè pare che io debba resistete stoicamente.

Non c’è da sorprendersi poi se sogno di essere su un treno e di non riuscire a scendere in tempo nella stazione giusta e mi sveglio piena di angoscia.