Every cloud has a silver lining

Fisso lo schermo da troppo tempo senza scrivere niente.  Di cose ne avrei tante da dire, ma è tutto un groviglio senza capo nè coda. E’ tutto una gran matassa ingarbugliata in cui si fondono sorrisi e lacrime, belle e brutte sensazioni. Voglia di vacanza, di equilibrio, di tranquillità, e poi l’inquietudine, la precarietà, l’arrangiarsi e l’arrancare. E’ un gran intrico di emozioni, preoccupazioni, speranze e desideri. E’ un miscuglio di parole che sono vita vera nelle sue, più o meno belle sfumature.
E’ un viluppo di mare, nuvole, lavoro, sole, spese, cassa integrazione, sveglie, novità, amore, bollette e affitto, orari, amici, compagnia,  solitudine,  cene e pranzi da preparare, rabbia, gioie sciocche, scazzi,  paure, attese e speranze….

qualcuno direbbe che questa è la mia ennesima lagna, meglio non dilungarsi.

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Potessi, andrei in letargo

imageL’inverno nuoce gravemente alla mia salute. Oltre ai malanni stagionali sempre col piede di guerra, a me l’inverno sfigura. Passate le feste arriva il periodo peggiore: gennaio e febbraio, i mesi che odio di più! I mesi in cui svegli che ancora è buio, al gelo cerchi di renderti presentabile e sei costretta a sovrapporre vari strati di vestiti e completi l’imbacuccatura con una bel cappottino, una sciarpa e un berretto. Nonostante tutto, ci sarà sempre una parte del corpo surgelata e a lavoro troverai sempre qualcuno che per la menopausa o  altri motivi sentirà l’impellente bisogno di spalancare qualche finestra. Nei frequenti giorni piovosi poi, ci sono sempre mille commissioni da fare in zone in cui ci si sposta solo e soltanto a piedi.
Poi c’è lavoro che ti mangia tutte le giornate. Esci che ancora é giorno e rientri col buio pesto: game over.
In tutto questo poi, cosa hai fatto per te?! La risposta è la maggioranza delle volte: “Niente”.Ci penso spesso a questa cosa ultimamente e mi fa proprio incazzare. Si può passare la maggior parte della vita a fare solo quel che si deve fare? Ma sopratutto – e lo so che troverete il mio ragionamento scemo – ” Posso regalare così tanto del mio preziosissimo tempo agli altri, lavorando??? Le mie sono idee più che diascutibili, me ne rendo conto, ma non mi escono dalla testa in questi giorni. Non so ripetermi altro che “Io non voglio…” e poi puntualmente si traformano in “Non vorrei…”.
Pffuuuuù

ma lasciala andare come va come deve andare

La nostra casetta si sta autodistruggendo.
C’è un infiltrazione, causata da non si sa cosa che fa si che sui nostri fornelli, tramite la cappa, piova acqua a secchiate. Sono venuti a fare i lavori un paio di volte e il risultato è stato che mercoledì scorso sono rientrata a casa e ho trovato un particolare scintillio natalizio: stava andando tutto  in corto circuito. La luce sopra i fornelli si accendeva da sola e c’era un inquietante zZzZzZ di sottofondo. E dire che quella doveva essere la mia sera di singletudine beata che dovevo trascorrere smangiucchiando  patatine, sfornando di biscotti e rilassandomi con un bel gommage…ma questa è un’altra storia.
Santo subito il mio babbo che mi ha salvata, staccando i fili di quelli che erano ormai interruttori fumanti e quasi bruciati.
Oggi poi è sorto un nuovo guasto: dallo sciacquone non esce acqua.
Così, improvvisamente.
A parte la rottura inevitabile del vivere in tale tugurio mi viene tanto da dire: -“Ma sìì, chi se ne frega… Che andasse tutto alla malora, tanto non è casa nostra!”
Sarò scema, ma da quando due settimane fa, ho ripreso una vita “normale” me ne frego continuamente di tutto e non è un modo di prendere le cose con filosofia, è pigrizia.
Non ho voglia di arrabbiarmi, non ho voglia di sobbarcarmi impegni o responsabilità che farebbero di me una super, non ho voglia di spacciarmi a tutti costi come quella unica ed insostituibile come era mio solito fare.
Ho riacquistato la misura umana di me e mi ci cullo.
Intanto fra un guasto e l’altro la nostra minuscola e sgarrupata casetta ha preso le vesti natalizie. Mancano solo i regali sotto l’albero…
Quest’anno per la prima volta in vita mia mi riduco non all’ultimo, ma all’ultimissimo.
Nel week end mi aspetta un tour de force allucinante.
Che la forza sia con me!

Dallo sterco nascono i fior


Mi lamento, spesso e volentieri.
Io le disavventure, i percorsi lastricati di insidie, le trappole burocratiche, gli impiegati acidi, le postille e i cavilli non li tollero anzi  li odio con tutta me stessa.
Li odio di un odio spropositato anche perchè generalmente, non mi incazzo in maniera costruttiva nè tanto meno vengo mossa  a far vedere chi sono io, ma piuttosto sviluppo un senso di ingratitune nei confronti della vita.
Si lo so, sono estrema ed eccessiva, ma che vi posso dire? Su di me il pessimismo cosmico leopardiano ha esercitato sempre un certo fascino.

Oggi quindi per fare qualcosa di diverso, ho deciso di rivalutare sotto un’altra prospettiva tutte le res adversis da cui sono stata interessata ultimamente, prima fra tutte la questione-inps (sempre sia maledetta).
“Dallo sterco nascono i fior” diceva De Andrè, e io  questi fiori li voglio regalare, porgendo la mano ai tanti sventurati come me (lo so che ci siete vi vedo dalla chiavi di ricerca!) che approdano qui perchè attanagliati dalle stesse frustranti, snervanti, prurigginose questioni.

Nasce per questo oggi una nuova rubrica, che trovate su in alto nel menù :

Se non lo sai, sallo!

Anti-stress

L’inps è il Male. Rovina le giornate, i mesi, l’esistenza!
Da mercoledì mi fa correre a destra e sinistra tra un ufficio e l’altro, il tutto sempre durante l’ora d’aria (stile carcere) dalle 8 alle 10. Sì perchè i suoi uffici sono aperti solo la mattina e danno udienza dalle 8:45 e se becchi il momento di calca, ciao tanti saluti si torna domani. Maledetta inps, sempre tu sia maledetta!
Ieri come ho già ampliamente raccontato ero furibonda.
Neppure l’aver abbandonato l’acido impiegato  ancora parlante nel suo monologo di insulse spiegazioni sbattendo la porta dietro le spalle, mi aveva dato un minimo di soddisfazione.
Il pomeriggio  sola, da passare in trepidante attesa di un eventuale, ipotetica, possibile visita fiscale si presentava lunghissimo. Avevo l’impellente bisogno di fare qualcosa, distrarmi, sedarmi in qualche modo e trovare un briciolo di soddisfazione.
Allora l’ho rifatto, perchè per me non c’è antistress migliore al mondo. Ho impastato.

Per la ricetta…

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Sempre sia Maledetta l’Inps

sottotitolo – l’inps colpisce ancora… e pensare che i falsi invalidi, in Italia girano indisturbati

Ho subito un intervento chirurgico: discectomia ed erniectomia L5-S1.
Ovviamente sono in malattia. Da più di un mese.
Reclusione forzata ogni giorno dalle 10:00 alle 12:00, dalle 17:00 alle 19:00.
Le prime settimane dopo l’intervento, punti di sutura e ferita fresca richiedevano riposo assoluto e annullavano qualsiasi necessità/desiderio di spostamento.
Arrivati al momento delle prime passeggiate consigliate dai medici come primo step di riabilitazione, sono stata costretta ad uscire di casa per passeggiare dopo le 19 con il buio e i lupi, perchè nessuno poteva accompagnarmi e io avevo il divieto di guidare.
Passato un mese dall’intervento, in base alle indicazioni del foglio di dimissione  e successiva visita fisiatrica sto iniziando un percorso di fisiokinesiterapia (che sta ad indicare rieducazione motoria/massaggi/manipolazioni).
Ovviamente le persone preposte a suddette terapie, siano professionisti del privato o del pubblico, se ne sbattano altamente della presenza di fasce orarie di reperibilità e così danno appuntamenti di terapie anche richieste con prescrizione medica urgente, quando possono.
Risultato? Mercoledì ero andata dal chiropratico, nella CittadellaSalvezza, che non è precisamente sotto casa, ma richiede un tragitto in auto di circa tre quarti d’ora… e non è venuto quello stronzo della visita fiscale?!
Il suddetto controllore ha avuto anche premura di lasciarmi una graziosa lettera nella cassetta della posta… Qui si apre un’odissea ancora irrisolta e chissà se mai si risolverà.
Con la meravigliosa lettera dello stronzo sono stata invitata a visita di controllo medico-legale presso l’asur dove non c’è manco un cazzo di cartello per capire “da che santo devi andarti a raccomandare”. Inutile dire che sono salita e scesa millemila volte i piani di quel maledetto edificio, per capire chi mi dovesse dare udienza. Trovata la porta giusta e compilati inutili fogli, la dottoressa, imperatrice indiscussa dell’ufficio, se ne esce con: “Abbiamo risolto la questione a livello sanitario, ora però lei deve andare all’inps a presentare il certificato che giustifichi la sua assenza”.
Non vi dico il rodimento di culo, che oltre tutto io ancora non guido e mi devo far continuamente scortare a destra e a manca. La cosa ha pure generato liti furibonde in casa, perchè pare mi dovessi opporre a tale indicazione (eccerto! che io sono una malata speciale e le norme previste le cambiano per me!).
Questo però era zucchero gente mia, uno zuccherino.
Stamattina vado all’inps con certificati di giustificazione e documenti vari. Prendo tutti i numerini previsti per diversi sportelli che tanto in quegli uffici non ci si capisce un cazzo e non lo sanno manco loro con chi devi parlare! Primo sportello sbagliato non è sua competenza, poi finalmente becco lo sportello giusto. Uno dei soliti impiegati acidi fino al midollo mi fa presente che mancano altri documenti per poter giustificare la mia assenza davanti all’altissima inps per una terapia in ambulatorio privato, pena la perdita dell’indennità di malattia.

Ora devo:
1) farmi fare un certificato dal medico di base in cui si scrive che io devo fare le terapie per cui non mi hanno trovato a casa, perchè il foglio di dimissione in cui c’è questa indicazione non vale un cazzo;
2) ritornare nella CittàdellaSalvezza e farmi fare dal chiropratico una dichiarazione attestante giorno e ora della terapia effettuata, che tra l’altro ho già ma non basta perchè deve essere indicato anche  l’orario di apertura al pubblico, l’impossibilità di effettuare la prestazione in orari diversi da quelli compresi negli orari di reperibilità e pure quanti peli nel culo ha sto terapista!
3)portare tutto al simpatico impiegato, sperando che tutti quei fogli siano di suo gradimento.

CIOE’???  Io sarei in malattia per riposo e cure e invece voi inps dimmerda, istituto nazionale previdenza sociale, mi mettete in croce e mi fate venire l’esaurimento nervoso?!
Ma andate a rompere le palle a chi sul certificato c’ha scritto cefalea o virus intestinale… IO MI SONO OPERATA, cazzo!

 

N.B.: se le terapie/visite mediche vengono fatte in ambulatorio pubblico o in ospedale è neccessario un semplice foglietto di carta con giustificazione timbrata e firmata da un medico/terapista qualsiasi. Loro sono ritenuti personaggi degni fiducia e rispetto…

Happy Aulin

Questo post è pieno di parolacce, sappiatelo.

23 giorni dall’intervento.

Inizio a stare decisamente meglio. Oggi  per esempio sono incazzata nera.
La vita da convalescente ti fa gongolare quando sei ancora rincoglionita, quando ancora hai paura a muoverti e pensi di poterti spezzare come un grissino.
Poi passa il tempo. Vedi che non ti spezzi. Stai a riposo sì, ma dato che ancora sei viva e non sei un vegetale, qualcosa la fai. Inevitabilmente nel mentre, cade sempre qualcosa a terra. Tu non puoi piegarti, ma ormai hai ovviato la cosa senza rompere le palle a nessuno, sviluppando il piede prensile. L’altro giorno c’ho caricato mezza lavatrice così.
Roba che tra un pò inizio a dipingere col piede e trovate i miei dipinti su quei bigliettini da auguri che vi inviano a casa, con tanto di bollettino postale per un’offerta.

Sto iniziando a covare una grossa insofferenza a questo periodo di riposo, sia perchè mi sto rendendo conto che è davvero necessario (mi stanco con un nonnulla), sia perchè mi limita tanto, troppo. Come se non bastasse io odio dipendere, odio chiedere, pregare… e per un meccanismo malato nei giorni storti come questo, inizio a rispondere a suon di vaffanculo anche a chi come Lui, si prende cura di me. Sono una stronza lo so, ma la reclusione forzata per un eventuale, ipotetica, probabile, non pervenuta visita fiscale, unita all‘impossibilità di guidare sono per me una miscela esplosiva. Che è esplosa.
Tutto questo per dire che ho l’estrema necessità di fare un pò quel cazzo che mi pare. Ecco!
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Happy Halloween a voi, che potete

e un Happy Aulin a me!