Acqua passata (quasi)

Voi non avete idea di quanto sia bello:
– stare sdraiata pancia all’aria con le gambe distese;
– camminare senza zoppicare esenza attirar l’attenzione di tutti passanti;
– passeggiare e passeggiare senza finire il tempo di autonomia dopo cinquanta metri;
– tornare a piegarsi senza sentire dolori atroci mentre ti abbassi sul lavandino per lavare i denti,  mentre prendi le scarpe da terra, ecc. ;
– tenere schiacciata la frizione fermi al semaforo, senza piangere…

Certo dormire a pancia sotto (posizione che anni fa adoravo) resta un sogno proibito, ma in realtà non è consigliabile a nessuno, neanche a voi dalla schiena sanissima.
Per risalire su dei bei tacchi immagino che ci sarà ancora tempo, anche perchè nonostante lo desideri non mi sento psicologicamente pronta (!!!).
Non riesco ancora a tenere accavallata la gamba che era malandata. Il nervo, il mio caro nervetto che ha sopportato per mesi un’ernia cicciona, lui che mi ha voluto bene e ha deciso di non abbandonarmi ancora poverino, è un pò dolarante ma vivo più che mai.
Nelle ultime visite prima dell’intervento. mi tuonavano addosso con – “Deficit motorio!”- e voi non potete immaginare cosa significhi sentirselo dire, specie per una come me che di solito si trova dall’altra parte della barricata…

Eh sì, sono stata un rudere, ma ormai è quasi acqua passata.

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Diciamocelo

Sono un pò di giorni che cerco di mentire a me stessa. Fingo di non sentire nulla anche se so benissimo che non è normale avere di tanto in tanto, la sensazione che i propri organi  interni si appallottino e si compattino in un blocco unico.
Nelle mie vene scorre e pulsa ansia. Inutile nasconderlo.
Sono stressatissima. In ambito lavorativo ci saranno cambiamenti dettati da quella che è stata una mia scelta e come si sa “chi lascia la strada vecchia per quella nuova,sa quel che lascia ma non sa quel che trova”. Ovviamente la mia decisione ricadrà su altri che pretenderanno spiegazioni, almeno come ultimo atto della prepotenza con cui si sono sempre relazionati a me.
La mia schiena sfasciata mi condanna a sopportare una sciatalgia micidiale da mesi. E non passa, non vuole passare. E io non so che fare, non so da chi farmi vedere. Non so come farmi curare. Non so se mi dovrò operare quella maledetta ernia. Tutti mi dicono tutto e il contrario di tutto: propongono cure senza nemmeno vedere referti, fanno diagnosi e prevedono un intervento senza averne la competenza… intanto io sento dolore da mesi e mi trascino a lavoro (e cito solo il lavoro perchè faccio solo questo, la mia vita è azzerata) zoppicando come un’ inferma e stando ben lontana dalla boccetta dell’antidolorifico, chè pare che io debba resistete stoicamente.

Non c’è da sorprendersi poi se sogno di essere su un treno e di non riuscire a scendere in tempo nella stazione giusta e mi sveglio piena di angoscia.

 

Se sopravvivo a quest’estate o divento atea o programmo una capatina a Lourdes

Sveglia dalle sei e trenta.

Dieci ore di sonno dopo una giornata terrificante: una mattina passata con una ragazzina isterica e prepotente che vuol avere ragione sempre e solo lei, un pranzo veloce per poi tuffarsi in un pomeriggio prurigginoso con Minnie rincoglionita più che mai, nel bel mezzo di una versione rivisitata dei giochi senza frontiere all’oratorio. Inutile dire che alle diociotto e trenta quando ancora nessuno arrivava a ritirare Minnie io stavo morendo di caldo, la mia testa stava esplodendo e la mia gamba malandata inziava a bestemmiare in tutte le lingue, ma non finisce qua! Finalmente libera e lontana da nani di ogni età saltellanti e urlanti, musica da acr sparata a tutto volume arrivo alla mia macchina che no, non ha proprio alcuna intenzione di mettersi in moto e dire che è stata dal meccanico meno di una settimana fa.
Intrattengo meravigliosamente il vecchietto che sta seduto davanti casa vicino al mio rottame e all’ennesimo tentativo alzo bandiera bianca e chiamo Lui.
Vengo raccattata, ma dimentico in auto il prezioso materiale di cui Lui non poteva fare a meno ( le cartine per le sigarette!) e scoppia la lite furibonda!
La testa mi pulsa, presto esploderà. Sono quasi le venti e sto soccombendo (o forse l’ho già fatto!), me ne vado a letto senza cena così come mi trovo, ansiosa di cadere nel temporaneo oblio del sonno.

Oggi la macchina è ancora là, stamattina non dovevo lavorare e volevo andare al mare ma ovviamente non posso farlo.
Al momento non c’è nessuno che possa portarmi a vedere se quella stronza di macchina magari ha cambiato idea e adesso ha voglia di accendersi. Alle quindici devo andare a lavorare e mi toccherà chiedere in prestito la macchina a Lui (cosa che vorrei evitare con tutta me stessa).

Vorrei essere positiva e dire che spero che questa giornata mi sorprenda. Non lo farò. Non vorrei che la cosa urtasse chi da lassù ultimamente non ha pietà di me.

Faccio cose, vedo gente… e che gente!

Quattro anni fa successe il fattaccio.
Da allora si alternano periodi si e periodi no; da aprile sono nel pieno di un super periodo no. Dopo aver sopportato atroci sofferenze, circa un mesetto fa, ho iniziato a frequentare uno studio medico in cui ho trovato il mio salvatore, un dottore che bacerei dalla testa ai piedi se solo riuscissi a non pensare che una volta pagate le terapie, il mio conto corrente sarà prosciugato. Ma lasciamo perdere va! Dicevo… ogni settimana vado gioiosissima in ambulatorio a farmi infilzare con siringoni di vario tipo (faccio l’ozono terapia!) e mi accingo paziente ad aspettare il mio turno seduta nella piccola sala d’aspetto dove di volta in  volta faccio nuove amicizie perchè tutti sono curiosi di sapere perchè io così giovane sono lì: sono l’intrusa della situazione!
Loro sono tutti ultra sessantenni. C’è  il vecchietto che si fa le infiltrazioni per via del tunnel carpale, la vecchietta grassottela col ginocchio andato, il signore attempato con l’infiammazione alla spalla, e vari altri vetusti signori con una o più articolazioni sfasciate.
La nuova amica conosciuta oggi aveva il mio stesso problema: la malefica ernia discale. Inutile dire che è stato amore a prima vista. Ci siamo raccontate i dolori atroci. Abbiamo parlato di quanto faccia male la gamba con la sciatalgia, di quanto tiri qua e qua e là il nervo, dell’operazione che tutti spacciano come panacea e che invece no, lei l’ha fatta e non è servita nulla, degli antidolorifici, dei medici da cui farsi visitare… Io ancora neanche trenta anni, lei approssimativamente settantacinque ed un’affinità disarmante.

Certo che queste son cose… ma se  hai 28 anni e acciacchi da 82enne capita.
Capita anche questo.

Sensazioni a sorpresa

E succede che sei a piedi perche’ tra le rogne varie c’e’ pure la macchina  da aggiustare,
che hai fatto un’infiltrazione  perche’ la  sciatica ormai e’ una tua fedele compagna,
che hai fatto la spesa scegliendo accuramente i prodotti in offerta perche’ con questa cassa integrazione probabilmente non arriverai a fine mese
ma sei stranamente… felice di avere quello che hai.

Sunflower

Il girasole è sbocciato regalandomi delle inaspettate stelline!

Certo questo girasolino non è grande e rigoglioso come quello dell’anno scorso quando si era del tutto nel periodo della rinascita, ma ce l’abbiamo fatta!  Che si poteva pretendere quest’anno? Mal di schiena che va avanti da aprile, subentro della tanto crudele sciatica, annuncio e immediato ingresso nel magico mondo dei cassa integrati proprio quando festeggi un anno dall’uscita di casa dei genitori, infiltrazioni di ossigeno-azoto e analgesici di vario tipo mescolati a mo’ di cocktail (su indicazione del medico!)… ma ci siamo e siamo in grado di fiorire.

un giorno dopo l’altro

Una vacanza toccata e fuga. La macchina che correva e mangiava km mentre la mia testa si opponeva ad un temporaneo standby. Due giorni di sole, di mare, di bei posti e di belle mangiate che quasi quasi mi stavo convincendo di vivere in quello stato di grazia che vivi solo quando sei lontano da casa, dal lavoro e dai problemi. Giusto il tempo di assaporare questa sensazione, di abbronzarsi un pò la pelle e già la sera prima della partenza il nero vischioso dei problemi era lì con me. Il viaggio del ritorno da dimenticare, tra ritardi, oggetti dimenticati, chiavi da riconsegnare, il traffico e macchine in doppia fila, nervosismo e rabbia…

Poi ci sono state le riunioni, le riunioni farsa. Perchè siamo finiti in cassa integrazione? Domanda a cui non avremo mai una chiara risposta. Quello che è necessario capire è che: ognuno pensa solo ai suoi interessi e non scorge nient’altro all’orizzonte,  massima che ce c’è stata ancor meglio dimostrata dal sindacato.

Sono seguiti giorni lievi e insostenibili. La preparazione di un maledetto vestito che mi entrasse per andare a un matrimonio. Visto il bilancio familiare era assolutamente da evitare, ma l’invito era stato accettato prima della cara cassa integrazione … Tutto sommato è stata una bella giornata in compagnia delle mie compagne di liceo. Una giornata afosa ma in allegria in cui ho chiacchierato, riso e ballato, peccato però che la mia sciatica non si è divertita così tanto e ora me la sta facendo pagare con gli interessi.

Insomma si sopravvive,

male,

ma si sopravvive