Riassunto delle precedenti puntate

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new season

Ho provato e riprovato a scrivere in questo mese. A causa della mancanza di ispirazione e di tempo non c’è stato proprio verso.
Marzo è stato un mese denso di incontri, impegni, decisioni, nuove spese, aspettative e notti popolate di strani sogni.
Così, mentre le giornate si allungavano e i fiori cominciavano a sbocciare, riprendevo la fisioterapia con la solita fisioterapista fancazzista di qualche mese fa, giravo per le concessionarie in cerca di preventivi accattivanti che mi convincessero a prendere un finanziamento e mettermi in testa una bella spada di damocle.
Ho rivisto amiche ex-compagne di liceo. Ci siamo trovate a riflettere sul fatto che dal diploma, son passati la bellezza di 10 anni. Abbiamo notato che fino ad ora tutte e tre condividiamo la stessa condizione lavorativa e che potremmo “serenamente” dire, ad un passo dai 30, di non aver concluso un beeep!
È stato entusismante conversare con chi vive ancora nell’ovatta di mammà e papà, non sa a quanto ammonta all’incirca un bollo e una rca auto, ma ha tanti problemi…  primo fra tutti forse, quello di farmi capire che reputa il mio investimento una follia. Tu guarda che impunita?! Io ho contribuito a far girare l’economia! Dovreste dirmi tutti grazie quando mi incontrate per strada come facevano in una vecchia pubblicità!
Che poi non è mica una passeggiata. L’acquisto di un’automobile porta con sè un grosso lavoro che non consiste solo nel sostenere rate da qui al duemiladiciotto, ma anche e sopratutto la gestione delle mie ansie, incontenibili nel loro sgattaiolare notturno.
Per non farmi mancare nulla poi, mi sono impantanata nella “sindrome da slidind doors”; credo sia propio per questo che, interprentando la sicura e piena di sè che non sono, ho iniziato a sognare gli “e se…?” della mia vita.

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Faccio cose, vedo gente… e che gente!

Quattro anni fa successe il fattaccio.
Da allora si alternano periodi si e periodi no; da aprile sono nel pieno di un super periodo no. Dopo aver sopportato atroci sofferenze, circa un mesetto fa, ho iniziato a frequentare uno studio medico in cui ho trovato il mio salvatore, un dottore che bacerei dalla testa ai piedi se solo riuscissi a non pensare che una volta pagate le terapie, il mio conto corrente sarà prosciugato. Ma lasciamo perdere va! Dicevo… ogni settimana vado gioiosissima in ambulatorio a farmi infilzare con siringoni di vario tipo (faccio l’ozono terapia!) e mi accingo paziente ad aspettare il mio turno seduta nella piccola sala d’aspetto dove di volta in  volta faccio nuove amicizie perchè tutti sono curiosi di sapere perchè io così giovane sono lì: sono l’intrusa della situazione!
Loro sono tutti ultra sessantenni. C’è  il vecchietto che si fa le infiltrazioni per via del tunnel carpale, la vecchietta grassottela col ginocchio andato, il signore attempato con l’infiammazione alla spalla, e vari altri vetusti signori con una o più articolazioni sfasciate.
La nuova amica conosciuta oggi aveva il mio stesso problema: la malefica ernia discale. Inutile dire che è stato amore a prima vista. Ci siamo raccontate i dolori atroci. Abbiamo parlato di quanto faccia male la gamba con la sciatalgia, di quanto tiri qua e qua e là il nervo, dell’operazione che tutti spacciano come panacea e che invece no, lei l’ha fatta e non è servita nulla, degli antidolorifici, dei medici da cui farsi visitare… Io ancora neanche trenta anni, lei approssimativamente settantacinque ed un’affinità disarmante.

Certo che queste son cose… ma se  hai 28 anni e acciacchi da 82enne capita.
Capita anche questo.

Io, Lui… e il Gatto

Mentre noi non usciamo quasi mai per via dei miei acciacchi e per la grande spossatezza che caratterizza la fine giornata di Lui, il signorino esce. Non si sa con precisione cosa faccia o dove vada,  si sa per certo che lui, soprammobile d’appartamento, qua ha scoperto un nuovo mondo. Se ne va all’avventura (solo la sera) alla scoperta  dello spazio recintato del consorzio agrazio confinante con il nostro condominio. Spazio in cui si nota una certa frequentazione di gatti, che lui, avendo vissuto solo con  esseri del genere umano, fino ad ora non ha mai riconosciuto come suoi simili. Generalmente quando torna si fionda a miagolare a squarcia gola davanti la portafinestra, perche lui è un gatto signorile e snob e i suoi bisogni fisiologici li espleta solo nella sua lettiera.

Il signorino in questione, immortalato nella foto nel suo giaciglio preferito di questa estate torrida, non è ancora rientrato… e io lo sto aspettando, manco fosse un figlio!!!

un giorno dopo l’altro

Una vacanza toccata e fuga. La macchina che correva e mangiava km mentre la mia testa si opponeva ad un temporaneo standby. Due giorni di sole, di mare, di bei posti e di belle mangiate che quasi quasi mi stavo convincendo di vivere in quello stato di grazia che vivi solo quando sei lontano da casa, dal lavoro e dai problemi. Giusto il tempo di assaporare questa sensazione, di abbronzarsi un pò la pelle e già la sera prima della partenza il nero vischioso dei problemi era lì con me. Il viaggio del ritorno da dimenticare, tra ritardi, oggetti dimenticati, chiavi da riconsegnare, il traffico e macchine in doppia fila, nervosismo e rabbia…

Poi ci sono state le riunioni, le riunioni farsa. Perchè siamo finiti in cassa integrazione? Domanda a cui non avremo mai una chiara risposta. Quello che è necessario capire è che: ognuno pensa solo ai suoi interessi e non scorge nient’altro all’orizzonte,  massima che ce c’è stata ancor meglio dimostrata dal sindacato.

Sono seguiti giorni lievi e insostenibili. La preparazione di un maledetto vestito che mi entrasse per andare a un matrimonio. Visto il bilancio familiare era assolutamente da evitare, ma l’invito era stato accettato prima della cara cassa integrazione … Tutto sommato è stata una bella giornata in compagnia delle mie compagne di liceo. Una giornata afosa ma in allegria in cui ho chiacchierato, riso e ballato, peccato però che la mia sciatica non si è divertita così tanto e ora me la sta facendo pagare con gli interessi.

Insomma si sopravvive,

male,

ma si sopravvive